Preludio di un canto antico

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PRELUDIO di un canto antico

Preludio di un canto antico
che s’innalza verso il cielo
e le stelle ad affiancare
il chiarore della luna.

Muta canta l’anima mia
dal cuore orfano d’amore,
sulle note dissonanti
di un’armonica follia.

Al singhiozzar delle corde
d’un accordato pianto
vibra la lira al cospetto di Orfeo
e del suo disarmante canto.

Fluente spartito di un assolo
che cinge tra le mani un addio
e, nel pentirsi di non aver creduto,
implora sincero il suo perdono.

Nulla ormai più consola
la voce di un’anima tremante,
che non s’arrende e spera
in un suo prossimo ritorno.

S’invola l’attesa tra le righe
di un pentagramma scolpito
da suoni appena accennati
di un’opera incompiuta.

Versi ansimanti s’intonano
al buio di un sospirato incontro
che nell’adagio di un ritmo sincopato
esegue una musica improvvisata.

Accorato turbinio di due anime
che nella vita si sono cercate
per ritrovarsi dove il silenzio non tace
e l’amore il suo concerto declama.

ANNA CAPPELLA