Predestination, la recensione

0
1070

Predestination un film di Michael & Peter Spirig

vc9su10

IL TUO NEMICO

“E se lo portassi da te l’uomo che ti ha rovinato la vita… e se potessi garantirti che la passeresti liscia, lo uccideresti?”

La prima battuta del film racchiude un indizio che si comprenderà solo in seguito, una morale o forse una mia folle interpretazione che mira a dare un senso alla storia, perché per essere predestinati bisogna avere un obbiettivo e quale se non la brutale scoperta che i nostri veri nemici non siamo altro che noi stessi? Per un concetto così filosofico i fratelli  Spirig si ispirano al romanzo “Tutti i miei fantasmi” di Robert Heinlein, portando sul grande schermo una matassa apparentemente difficile da sbrogliare, che dopo un’incomprensibile lentezza iniziale si scioglie velocemente lasciando perplesso lo spettatore. Un film non facile da realizzare, che ti fa pensare alla trama anche i giorni seguenti, che colpisce e stupisce. Pericolosi viaggi nel tempo per combattere la criminalità e vivere le vicende all’apparenza scollegate di una giovane donna, abbandonata, esclusa ed emarginata ma dotata di grandi abilità fisiche ed intellettive, nonché di una situazione di genere rara ed eccezionale. Viaggi nel tempo o se vogliamo nell’infinito ciclo di errori e paure le quali annullano il libero arbitrio e ci rendono schiavi a dispetto della facoltà di scegliere, in una vita che può essere solo nostra che nasciamo unici e soli.

foto-1 foto-2 foto-3