Portava l’amore

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“Portava l’amore”

di Maria Rosa Oneto

Portava l’amore
su braccia arrossate d’arsura.
Camminando sospesa
tra un canto e un alito di vento.
Gli occhi rivolti al cielo,
a cui sentiva d’appartenere
nell’intimo dei sensi più veri.
Sognava: un giardino all’inglese,
la collana della regina
in bella mostra sul comò antico,
una foto d’uomo sulla quale
partorire sospiri, aneliti di vagina,
brividi intensi al solo pensiero.
Conservava la passione
come spighe di grano ormai mature.
Danzando leggera al brusio delle cornacchie
invaghite dallo squittio del sole,
dall’umile ruscello pensieroso,
dalla trama delle foglie impazzite di piacere.
Teneva sul cuore il gemito del Creato..
La lieta novella di un romanzo rosa.
Un finale partorito tra il casale e
una chiesa decrepita, ingrigita.
Illusa portava l’amore dentro secchi d’acqua
dove ogni stella si specchiava
e poi spariva al battito delle ore.