POESIE INEDITE DI FABIO STRINATI: Per un malessere, scegliere

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PER UN MALESSERE

 

Ho vagato dentro il mio corpo

ch’è forma di lacrima

che pende da un occhio piuttosto scavato;

 

ho sembianze straniere, forme

sconosciute nella trasparenza della vita

ch’è un inganno,

 

come si corica d’inverno nel suo letto

di spine e di rose, un filo di vetro,

 

un malanno.

 

Ho sofferto la mia anima da cortile,

l’istante, l’attimo feroce

che s’affretta nel confondere le sere

coi suoi cieli di cristallo;

 

ho vagato col cuore azzoppato

in un’esistenza da teatro,

solo, come la brina nel mese d’aprile.

 

SCEGLIERE

 

 

Prendere un poco d’ombra, scegliere

la propria roccia da dove

i così tanti sguardi nostri, puntano la scelta,

è coraggio a volte dolorante,

la scelta che pur sempre resta.