Poesie in in biblioteca

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Biblioteca civica ” Augusto Cavallari Murat” alcuni dei libri editi Libereria

Quando un consorzio di autori stringe la mano ad una biblioteca, in realtà lo fa per tendere la mano a tutti, per dare e ricevere allo stesso tempo.

Libereria lo ha fatto donando alla biblioteca di Lanzo Torinese le prime dieci opere degli autori che hanno aderito al progetto, che saranno presto disponibili per gli interessati.

Perché ” dare e ricevere allo stesso tempo”?
Perché Libereria non è solo casa editrice, ma una realtà che fino a qualche anno fa era chiamata utopia, e che grazie alla costanza degli scrittori e il sostegno dei lettori è diventato un gruppo di persone che con la poesia e l’ arte in generale colora diverse città o paesi d’Italia.

Questo progetto non sarebbe stato possibile senza la disponibilità  di Alessio Stefanoni e dello staff della biblioteca civica ” Augusto Cavallari Murat” di Lanzo Torinese, un paese la cui la poesia e l’arte in genere vengono appoggiate e diffuse grazie a numerose iniziative e collaborazioni.

Link all’articolo su ” Il Risveglio “

Libereria sito ufficiale

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Gianluca Sonnessa
Stupefatto vi ho osservato mentre uscivate da tele intrise d'astrazione. Ho mangiato dalle vostre anime, che colando giù dai fogli poggiavano su terre aride ed assetate di parole le loro poesie. Ho seguito con lo sguardo il vostro graffiar la creta, impegnati com' eravate nel donare la libertà a quell'animo intrappolato in una scultura, che ancora non esisteva. Ho prestato a quel sogno i miei timpani, soffocati dai clacson e dalle sirene, per riaverli leggeri e soffiati da note di corde pizzicate e chitarre distorte. Ho velato questi occhi col più gioioso dei pianti, perché sono stato testimone di come avete saputo porgere ad un mondo addormentato il cuore pulsante della creatività, che anco batte protetto da cento, mille, un milione di sterni. Son vostre le costole fatte di penne e pennelli, di legna e pannelli ,di lettere, segni e strumenti. Ed oggi Vi chiedo di unirvi. Non più sotto bandiere o striscioni e restando lontani da fari o gelatine. Vestite soltanto la caleindoscopica luce che guida una mano libera. Rompete il silenzio , fatelo Ora, coscienti d' essere i fortunati cantori dell'arte e mai suoi padroni. Io protetto da questo mantello che fa da sipario e che mi copre le spalle e l'età, sarò al vostro fianco. Guardate la mia maschera e rivedrete i vostri quadri, leggete le righe che ne descrivono i tratti e riscoprirete emozioni nascoste fra le pagine dei vostri racconti. Cercate i miei occhi, protetti dalla nera quiete della curiosità e ritroverete i vostri, assetati di note su pentagrammi. Questa nostra guerra con le penne in pugno, l'unica che non lascia alle spalle morti, portatela all'attenzione dell'umanità. Con ogni mezzo. Per ricordarle che dell'arte, dopo la natura, rimarrà l'unica depositaria.