Poesia iniorante

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 Un orologiaio dalle mani tremanti
un ballerino coi piedi pesanti
un pavone senza penne
un’insetto senz’antenne
che per quanto s’arrabatti
non potrà volar le stelle.
 
Un Pierrot senza la lacrima
o anche un lupo senza favola
un boccone, ma da solo
senza alcun amico a tavola.La poesia priva di cuore
ma con tanti cuoricini
é confusa con quell’altra
quella lì coi lumicini
che dipinge non la foglia
ma il momento in cui è caduta,
che ti parla di una vita
non di come l’hai vissuta.Se hai la penna tra le mani
tra le mani stringi il mondo
perché mondo è una parola
come “odio” come “sonno”
e lo spero che sia attento
chi non ha una penna morta
perché forse a lui non sembra
ma c’è gente che lo ascolta.
 
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Stupefatto vi ho osservato mentre uscivate da tele intrise d'astrazione. Ho mangiato dalle vostre anime, che colando giù dai fogli poggiavano su terre aride ed assetate di parole le loro poesie. Ho seguito con lo sguardo il vostro graffiar la creta, impegnati com' eravate nel donare la libertà a quell'animo intrappolato in una scultura, che ancora non esisteva. Ho prestato a quel sogno i miei timpani, soffocati dai clacson e dalle sirene, per riaverli leggeri e soffiati da note di corde pizzicate e chitarre distorte. Ho velato questi occhi col più gioioso dei pianti, perché sono stato testimone di come avete saputo porgere ad un mondo addormentato il cuore pulsante della creatività, che anco batte protetto da cento, mille, un milione di sterni. Son vostre le costole fatte di penne e pennelli, di legna e pannelli ,di lettere, segni e strumenti. Ed oggi Vi chiedo di unirvi. Non più sotto bandiere o striscioni e restando lontani da fari o gelatine. Vestite soltanto la caleindoscopica luce che guida una mano libera. Rompete il silenzio , fatelo Ora, coscienti d' essere i fortunati cantori dell'arte e mai suoi padroni. Io protetto da questo mantello che fa da sipario e che mi copre le spalle e l'età, sarò al vostro fianco. Guardate la mia maschera e rivedrete i vostri quadri, leggete le righe che ne descrivono i tratti e riscoprirete emozioni nascoste fra le pagine dei vostri racconti. Cercate i miei occhi, protetti dalla nera quiete della curiosità e ritroverete i vostri, assetati di note su pentagrammi. Questa nostra guerra con le penne in pugno, l'unica che non lascia alle spalle morti, portatela all'attenzione dell'umanità. Con ogni mezzo. Per ricordarle che dell'arte, dopo la natura, rimarrà l'unica depositaria.