Piccolo commento a freddo su Sanremo 2020

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Sanremo è Sanremo si diceva 25 anni fa in piena epoca baudiana. Quest’anno ho trovato lo spettacolo un po’ meno noioso del solito, perlomeno sono riuscito a seguire qualche scorcio.

Ho trovato bravo Amadeus, ma l’opinione è sempre qualcosa di personale e non voglio mettere d’accordo tutto l’universo. Il livello di musiche e testi nella media, nulla di trascendentale ma una ventata di aria fresca quello si. 

Il nuovo decennio si presenta in modo meno anonimo di quello passato e Sanremo, se da un lato resta un covo di nostalgici, dall’altro lascia sempre intravedere le novità in ambito musicale e perché no, sociale.

Achille Lauro, Elodie, Diodato, Elettra Lamborghini, Rancore, Raphael Gualazzi, Levante, Francesco Gabbani, Tosca. Questi sono i nomi che nel prossimo decennio si faranno sentire, ognuno nel suo ambito o genere, piaccia o meno. 

Il resto è diviso tra i giovani “vecchi” alla Riki, Nigiotti e Pinguini Tattici Nucleari, bravi, simpatici, ma film già visti nei decenni sanremesi, e vecchi leoni dei passati decenni, i duemila con le Vibrazioni o Bugo ad esempio, i novanta con Pelù , Zarrillo, Irene Grandi, Marco Masini e pure Morgan e il 900 con la mitica Rita Pavone tanta grinta nonostante la voce non sia più la stessa.

La lite Morgan – Bugo, che musicalmente avevano parecchie assonanze, almeno 10 o 20 anni fa penso a “C’è Crisi” o “Il Sintetizzatore” o “Il tuo giro giusto” di Bugo, un genere non distante da quello dei Bluvertigo. I due personaggi però sono molto diversi, Morgan un ottimo musicista con molte turbe esistenziali, Bugo un personaggio originale, a suo modo geniale, ma meno preparato musicalmente. Hanno fatto scintille ma resto dell’idea che sia una trovata dei discografici per rilanciare i due. Ma questa è sempre una sensazione, avendoci capito poco.

Per il resto ospiti italiani e stranieri non eccessivi e tutto sommato di buon gusto tra Georgina, Diletta Leotta e le altre miss, sempre con il tema caldo del rispetto della donna in primo piano. I monologhi di Fiorello, Tiziano Ferro, le storiche reunion dei Ricchi e Poveri  e, in un certo senso, anche se non è una novità, di Albano e Romina hanno fatto il resto.

Un Sanremo ben fatto, musicalmente non indimenticabile ma ben riuscito. Per quel poco che sono riuscito a seguire, facendo zapping qua e là. Che dite?

Lorenzo Dati