Piano nobile

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Simonetta Agnello Hornby
Piano nobile

Recensione a cura di Anna Cavestri 

È proprio dal piano nobile del palazzo Sorci, nel centro di Palermo, che tutto ha inizio,. Uno spazio immenso riservato al barone Enrico Sorci e destinato a essere tramandato al primo figlio Nicola. Tutti i componenti della numerosa famiglia si sono riuniti, per volontà del barone, in un fastoso pranzo alla fine del quale dal “piano nobile” arriverà la notizia della sua morte.

Il romanzo prende vita proprio perché ciascun membro racconta in prima persona se stesso, la famiglia e come vede la stessa e i suoi componenti. Inizia proprio il barone, Enrico Sorci  , nel silenzio della sua camera, a raccontare la sua vita: diventato barone “per strano destino”.

Vengono a galla rimorsi mai dimenticati tra i quattro figli maschi e le tre figlie femmine del barone. Ogni capitolo del libro riprende il punto di vista di un preciso personaggio, e Simonetta Agnello Hornby è attenta nei nello scegliere a chi dar parola e quando. C’è una polifonia di voci espresse quasi in forma di diario, in cui l’elemento principale risulta essere la vera storia ed i reali sentimenti di ciascuno, in contrapposizione a ciò che è invece necessario mostrare in società.

È la Sicilia durante uno dei suoi periodi più difficili: la Seconda guerra mondiale , una fase cruciale della sua storia, in cui politica, chiesa e mafia si incrociano e si studiano per costruire le basi del prossimo futuro. Ma come sempre nei libri della Hornby, traspare, nell’uso delle parole, nel ricordo delle tradizioni e nei sapori tipici, l’amore per questa terra unica.

Le riflessioni che il libro suscita sono relative al significato di “ famiglia “ e al senso che ognuno gli attribuisce in base a come l’ha vissuta, nel libro vengono fuori appunto idee e vissuti contrastanti .
Le dinamiche familiari, a volte complesse, anche ai giorni d’oggi, seppure la società è cambiata fanno sempre discutere al loro interno, nel bene e nel male.
Più difficile è quando non se ne può o non se ne vuole discutere , oppure a volte non si hanno gli strumenti per farlo.

Mi piace molto la Hornby, mi piace la sua scrittura, il modo in cui racconta e che coinvolge .
Se avete letto e amato Caffè amaro, qui si ritrovano le atmosfere di quel libro.

Anna