Piangemmo

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Piangemmo

Di Maria Rosa Oneto 

Piangemmo
l’acre fumo
dei forni crematori,
gli spari
che fendevano
l’aria,
la pioggia
di calcinacci
che rovesciandosi
a terra
smembrava corpi
già vissuti.
Piangemmo
la tristezza
di cuori
abbandonati
nella notte,
seppelliti dalla neve,
sporca di sangue
e di impronte
chiodate.
Cavalli
stremati
nitrivano
al fantasma della luna.
Piangemmo
in letti d’ospedale
con le luci abbassate
e gli aghi delle flebo
conficatti come chiodi
di Cristo
nelle braccia
senza carne
dei bambini.
Piangemmo
al sorgere del sole
quando il giorno,
nascendo,
portava aria di morte
sul sipario
nauseabondo
di un destino atroce!