Peschici

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Loscrivodame e @Ladolcevitaly oggi si trovano a Peschici, rinomata località balneare del comprensorio del Gargano. Peschici ha tutto per essere un vero gioiello, un mare più volte premiato con la bandiera blu per la balneazione, un paesaggio notevole. Inoltre è un borgo caratteristico, ricco di storia e tradizioni. Il paese è a picco sul mare, su una rupe di 90 metri e si trova sul litorale nord del Gargano tra la Baia di Calenella (Vico del Gargano) a Ovest e la baia di Sfinale (Vieste) ad Est. Un braccio di mare di 30 miglia nautiche lo separa a nordovest dalle isole Tremiti.

Appena arrivati si rimane abbagliati dal bianco delle sue caratteristiche case illuminate dal sole che contrastano col blu del mare. Il paesaggio costiero nei dintorni alterna spiagge e insenature a strapiombi sul mare. Anche le pinete, creano una macchia verde che spesso raggiunge persino le acque del mare e fa da ingresso a numerose grotte.

Peschici fu fondata da Slavi nel 970, dall’imperatore Otón I inviato a liberare il Gargano dai Saraceni, che avevano conquistato parecchi avamposti in zona.
Il nome stesso è associato con la radice slava “pesc”, cioè la sabbia, facendo riferimento alla bella baia di Peschici e i suoi fondali. Divenne dunque una roccaforte slava della contea di Lesina sotto i Normanni (1154), per poi entrare a far parte della Contea di Monte Sant’Angelo. Questo periodo vede la costruzione del castello, ricostruito nel 1240.
Passò poi sotto il dominio degli Svevi per essere poi attaccata dalla flotta veneziana (1239) sotto il comando di Papa Gregorio IX contro l’imperatore Federico II. Nel periodo Angioino partecipò attivamente all’assedio della città dalmata di Almisa. Nei secoli successivi si sviluppò il porto commerciale e gli aragonesi eressero una ventina di torri di avvistamento in chiave anti turca.

Nel 1570 divenne feudo di don Ferrante Sangro al quale succedette Turbolo Bernardino.



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Nei tribolati secoli successivi Peschici attraverso’ periodi di carestie e di rinascite fino al ruolo attivo nei moti carbonari dell ‘800 e all’emigrazione verso gli Stati Uniti del ‘900.

Peschici oggi ospita ogni anno milioni di turisti, attratti dalla bellezza della baia e dalla bellezza del centro storico che ricorda i colori delle isole greche. La baia è raggiungibile attraverso una scala ripida e le notti estive sono molto vive e ricche di atmosfere, odori e sapori.

Peschici ha la sua spiaggia appena sotto e il suo Castello, un torrione del XVII secolo che divide la parte antica del paese da quella recente. Il centro va visitato a piedi essendo un dedalo di vicoli e viuzze. Interessante è anche la chiesa di Sant’Elia, patrono di Peschici, cui i paesani sono devoti per via dell’intercessione del Santo contro una grossa invasione di cavallette che minacciarono i raccolti della zona.

Caratteristiche di Peschici sono le case, di stampo orientale e coperti da una cupola caratteristica. La città ha origini medioevali, nel X secolo, quando fu sede continentale dell’Abbazia di Tremiti.

Strettamente legato alla tradizione della pesca, ha sviluppato per via della sua bellezza unica una vocazione fortemente turistica. Il panorama che si può ammirare dalla rupe, oltre al blu del mare spazia vesto est dove si scorge Vieste, Manacore e San Nicola e verso ovest con San Menaio e Rodi Garganico.

Nei pressi di Peschici adiacente alla lunga spiaggia si trova una cala dove inizia la parte più impervia della costa con strapiombi, anfratti e splendide grotte come quella delle Ondine. Una di queste si trova nei pressi di un ristorante tipico ed è visibile da un oblo’.

Sostanzialmente il turismo balneare è adatto un po’ a tutti, sia per via dell’ampia offerta recettiva, dai camping fino ai resort, dagli appartamenti alle pensioni, sia per la tipologia delle spiagge, da quelle adatte alle famiglie a quelle frastagliate e più insidiose, un paradiso per i sub.

Peschici è anche la sua baia, che si raggiunge scendendo verso il mare con brevi tornanti, da dove si può ammirare la costa e i suggestivi Trabucchi, strutture di legno adibite alla pesca.

Oltre ai Trabucchi spuntano anche i torrioni di avvistamento costruiti dagli Aragonesi per osservare il mare e prevenire gli attacchi dei Turchi.

Un edificio interessante è il complesso benedettino di Santa Maria di Kalena del IX secolo con la chiesa, il refettorio e il dormitorio dei monaci, abitata dai monaci benedettini per lungo tempo, è tutt’ora uno dei più importanti luoghi architettonici del Gargano. Al suo interno è presente una statuetta in legno della Madonna con Bambino. L’abbazia, citata per la prima volta nel 1023, fu autonoma per secoli accumulando ricchezze e finendo per causare uno scontro tra le due potenze in ambito monastico del tempo, l’abbazia di Montecassino e quella di Tremiti. Kalena ha sempre rappresentato un simbolo del Gargano, Un luogo pieno di misteri e leggende. A partire dall’aurea misteriosa che pervade chi vi capita nelle serate estive. Forse per via del camminamento sotterraneo che portava alla caletta del Jalillo utile ai frati per sfuggire ai saraceni. Oppure per via dell’acquasantiera situata in fondo alla navata sinistra della chiesa nuova, da dove si dica giunga il rumore del mare.

A Kalena la storia diventa mito e chi vi capita se ne accorge subito. Ne rimasero coinvolti anche Federico Barbarossa, papi e imperatori, fedeli, briganti e oggi i tanti turisti che visitano l’abbazia in estate.

A due chilometri da Peschici, un altro luogo di culto significativo è la chiesa della Madonna di Loreto, edificata tra il XVI ed il XVII secolo nel luogo in cui la Vergine apparve ad un gruppo di marinai travolti dalla burrasca.

Un altro edificio di rilievo è senza dubbio il castello. Si trova all’interno delle mura del Recinto Baronale e fu costruito dai Normanni attorno all’anno mille per poi trovare un periodo di rilievo sotto Federico II, che tra le altre cose vi costruì la torre della Rocca Imperiale.

Le mura sono rinforzate da torrette semicircolari e sono praticamente attaccate alle case, nei pressi della Porta del Ponte e la Porta di Basso. Sopra a queste porte c’era la Torre Nuova collegata a destra con Vieste, tramite la Torre di Calalunga e a sinistra con Rodi, con la Torre di Montepucci.

Dal punto di vista naturalistico va detto che a Peschici il sole sorge e tramonta sul mare, una caratteristica rara che rende questo borgo ancora più affascinante.

Poi ci sono le spiagge. Si, perché Peschici è anche una rinomata località balneare, tra le più note dell’Adriatico. La spiaggia di Zaiana è una sorta di paradiso per gli amanti del mare, una di quelle spiagge “selvagge” dove domina la natura coi suoi colori. Solo un piccolo bar di legno offre a tutti pranzo e aperitivi.

Altri luoghi veramente caratteristici di Peschici e della sua area sono i Trabucchi. Questi altro non sono che strutture di legno utilizzate per pescare dalla costa, tipiche della zona che va dalla Puglia sino all’Abruzzo. In questo caso adibiti a ristoranti che cucinano pesce appena pescato, sparsi lungo la costa fra Vieste e Peschici.

Ma la storia è sempre in agguato qui, e così in località Monte Pucci, una necropoli paleocristiana di venticinque tombe ci ricorda che si sta attraversando una terra intrisa di fede e di misteri. Sempre in zona, ipogei di epoca preistorica con testimonianze della presenza di una antica civiltà mediterranea, in località “punta Manaccore”. La natalità della “gens garganica”.

Tornando ai caratteristici Trabucchi, sono unici al mondo, sono strutture ad un piano in legno, sul quale spesso viene costruito un piccolo ripostiglio, dal quale si allungano delle lunghe braccia (sempre in legno), alle estremità delle quali viene fissata una rete. Al centro della rete di solito si mette un esca. I trabucchi ci riportano ad una antica tecnica di pesca, la cui origine si perde nei tempi remoti.

Costruiti in legno di pino di Aleppo, sono solidissimi e fino a 40 anni fa le reti catturavano grandi quantità di pesci pregiati. Oggi il Trabucci è più che altro un icona essendo questa tecnica quasi estinta ormai.

Un altra curiosità era una figura legata ai trabucchi, ovvero l’uomo dell’antenna che aveva il compito di osservare l’acqua da uno dei due pali che reggono la rete del trabucco e di dare il segnale di chiudere le reti per imprigionare i ghiotti pesci dell’Adriatico.

…”Peschici is a lovely town inhabitants in the province of Foggia, in Apulia region, southern Italy.

Is part of the Gargano National Park and the Mountain Community of Gargano.

Peschici is positioned on top of an impressive karst cliff with an elevation of over one hundred meters on the Adriatic, and overlooks one of the most extraordinary and beautiful bays in Italy: the Bay of Peschici.
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The village is a blinding white that joined the view of the bay forms one of the most typical sights of Puglia.”…

Tante le manifestazioni tradizionali in zona come la  “Sagra della campagna”, la “Sagra del pesce sul porto” che si tiene il 31 Marzo, la “Fiera merci varie” del 13 Giugno o la festa di “S. Elia Profeta, Patrono” del 10 Luglio.

Peschici è famosa anche per l’artigianato della terracotta. Piatti ornamentali, vasi che riportano i classici simboli garganici come il pesce o l’uccello. Ci sono anche molti intagliatori del legno, autentici artisti.

La cucina è  mediterranea, a base di pasta fresca fatta a mano, pesce fresco, legumi, verdure, sughi preparati in casa, prodotti sott’olio e sott’aceto.

Piatti noti della zona sono il “Fragagghjame” (misto di pesciolini crudi). Ma anche gli spaghetti al sugo di seppie, sarde alla griglia, orate al forno e i cefali alla griglia.

Jalillo, Marina di Peschici, San Nicola e la Zaiana sono le spiagge consigliate. Ma ve ne sono anche altre come Manacora, La Cala, Baia di Procinisco, Calalunga, Sfinale.

Non poche cose da fare e da vedere. Vale la pena farsi una vacanza a Peschici appena se ne ha l’occasione..

Fede