Perle d’Italia: Spello

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L’Umbria è una regione dalla ricchezza architettonica, storica, paesaggistica immensa. Tra le tante cittadine note in tutto il mondo per la loro bellezza troviamo Spello.

La cittadina fu fondata dagli umbri e fu in seguito nominata Hispellum dai Romani. Allungato su uno sperone del Monte Subasio, il borgo si presenta al visitatore con le sue case caratteristiche, colorate di rosa. Tra i suoi vicoli acciottolati, nelle chiese affrescate, i segni della sua lunga storia: romana, longobarda, di papi e signorie.

Strada di Spello

Fu Cesare i fatti a nominata “Splendidissima Colonia Julia”come è tuttora scritto all’ingresso cittadino.

La città è una perla di rara bellezza, visitando i suoi vicoli ricchi di storia e fascino e resi splendidi dai caratteristici fiori colorati ai balconi, si ha la sensazione di essere in un mondo a sé. È un classico per Spello, in effetti le foto di questa città, ritraggono spesso un vicolo o un balconcino fiorito.

Questo perchè Spello ha una grande tradizione nell’uso dei fiori per abbellire, che ha il suo picco con l’Infiorata, che si tiene ogni anno a maggio.

Fiori a Spello

A giugno e luglio continua il connubio fiori-Spello, con il borgo che entra in competizione per la manifestazione “Finestre, Balconi e Vicoli fioriti”, manifestazione in cui gli abitanti si sfidano ad abbellire con i fiori i balconi, i vicoli, gli anfratti e gli angoli del borgo.

Il risultato è davvero bello e suggestivo, con angoli decorati con gusto e creatività, profumati e pieni di colore.

Tornando alla parte architettonica e storica, i resti della cinta muraria, oggi ridotta di fatto, attestano comunque la grandezza che ebbe la città, così come i resti archeologici che la circondano.

Spello subì in modo devastante la discesa in Italia dei Barbari, che da centro rinomato la ridussero in una povera borgata. La nobiltà di Spello le consentì comunque di diventare libero comune.

Tra il 1516 e il 1648 fù sotto il dominio della famiglia Baglioni vicina alla chiesa.

Oggi la “Splendidissima Colonia Julia” ai tempi dei romani è di fatto uno dei Borghi più Belli d’Italia. In un giorno si può visitare abbastanza bene partendo dalle Mura Romane, conservate piuttosto bene e su cui si aprono 3 porte, la Porta sulla via Roma o Porta Urbica, la Porta Consolare, sulla Piazza del Mercato e risalente al I sec.a.C. Infine Porta Venere, con due torri a base dodecagonale, le Torri di Properzio.

In riferimento alla Porta Urbica sono legate alcune leggende. La più famosa è, forse, quella legata al paladino Orlando, tenuto prigioniero in uno stanzone attiguo a Porta Venere come testimonierebbero i “singolari”simboli presenti sul muro di destra della Porta da cui si ricaverebbero elementi riconducibili alla sua prestanza.

Discordanti però le interpretazioni di quei segni: secondo alcuni l’incavo nel muro sarebbe stato prodotto dal veemente cavaliere nell’atto di fare pipì, per altri invece, indicherebbe l’altezza del suo ginocchio.

Allo stesso modo, la sporgenza di forma allungata alta da terra circa tre metri indicherebbe a seconda delle versioni, ora il collo del paladino, ora il suo fallo…

Entrando nel Borgo si rimane incantati dalla bellezza architettonica dei vicoli è delle case ma anche dalle sue antiche chiese come la Chiesa di Santa Maria Maggiore dove risiede la famosa Cappella Baglioni con tanto di pavimento on maiolica di Deruta e con gli affreschi del Pinturicchio da molti considerati i migliori dell’artista.

Pinturicchio a Spello

La chiesa edificata nel XII secolo, pur presentando una facciata seicentesca, presenta il portale originario, abbellito da fregi romanici e dal campanile romanico.

L’interno barocco come detto, conserva un autentico tesoro: la cappella Baglioni pavimentata con splendide maioliche di Deruta (1566) e decorata da uno dei più colorati cicli di affreschi realizzati dal Pinturicchio (1501).

Chiese a parte, molto importante dal punto di vista storico architettonico la Casa Romana, del I sec. a. C. e riportata alla luce nel 1885 durante gli scavi nei pressi del Municipio.

Dalle iscrizioni ritrovate sembra questa casa fosse di proprietà della madre di Vespasiano, Vespasia Polla. Nella villa sono ancora visibili l’atrio con la pavimentazione originaria a mosaico a tessere bianche e nere; l’impluvium, decorato con mosaico ad onda; le quattro stanze a lato dell’atrio e infine il grande ambiente in cui si svolgevano le riunioni familiari, con il triclinio sul lato destro e il peristilio a sinistra. Un vero gioiello.

Tornando in ambito religioso, la Chiesa di Sant’Andrea, del 1258, è sede di una confraternita di frati minori fondata da Andrea Caccioli, seguace di San Francesco e merita una visita così come quella di San Lorenzo con una facciata esterna molto bella, con una loggia del XII secolo, rosoni del XVI ed elementi decorativi del VIII.

A Sant’andrea, di origine duecentesca, la chiesa francescana, trasformata da interventi successivi, si custodisce un affresco di Dono Doni del 1565 e un Crocifisso su tavola di scuola giottesca.

L’opera più importante della chiesa è la pala d’altare con la Madonna col bambino in trono e vari santi, dipinta dal Pinturicchio con l’aiuto di Eusebio di S. Giorgio, un pittore perugino del tempo . Al centro della tavola c’è la Madonna col Bambino, teneramente abbracciati, su un trono.

Attorno alla Vergine ci sono sant’Andrea, titolare della chiesa, san Ludovico di Tolosa, santo francescano, san Giovannino leggente seduto sul gradino, san Francesco d’Assisi e san Lorenzo, con la graticola. Sullo sgabello infine ci sono due lettere indirizzate al Pinturicchio stesso.

Infiorata

Ci sono momenti dell’anno in cui la visita a Spello diventa ancora più entusiasmante a seguito di alcuni eventi speciali. È il caso de l’Infiorata del Corpus Domini, che si svolge a cavallo tra maggio e giugno. In questa occasione, ogni anno, le strade del borgo medioevale si trasformano in uno spettacolare, infinito tappeto di fiori che supera 1,5 km.

L’Infiorata è la manifestazione storico – religiosa che si rinnova ogni anno nel giorno del Corpus Domini (nona domenica dopo la Pasqua).

Infiorata di Spello

Secondo un’antica tradizione, al fine di onorare il passaggio del Corpo di Cristo portato in processione dal vescovo, le vie e le piazze Spello si riempiono di tappeti e quadri floreali.

Ma è nella notte che precede la festa religiosa, che gli abili infioratori realizzano le loro straordinarie composizioni floreali, sotto gli occhi dei cittadini in un clima di grande allegria e coinvolgimento.

Con il tempo l’Infiorata è diventata anche una gara: la domenica mattina, prima della processione, una giuria giudica e premia la migliore infiorata. Le vie e i vicoli del centro vengono decorati da quadri di arte sacra, tutti composti con petali di fiori, un evento davvero suggestivo che ha permesso a Spello di avere l’appellativo di capitale dei fiori.

La Pinacoteca

Per gli amanti della storia dell’arte, una visita al Museo Civico e alla Pinacoteca di Spello è consigliata. Il Museo è allestito nel Palazzo dei Canonici (XVI sec.), e conserva importanti opere d’arte comprese tra il XIII e XVIII sec., tra cui la Madonna in trono con il Bambino, scultura lignea policroma del XIII-XVI sec., il grande trittico del Maestro dell’Assunta di Amelia, Madonna con Bambino e Santi di Marcantonio Grecchi, il dittico di Cola Petruccioli del 1391 e la croce astile di Paolo Vanni del 1398, la tavola del Cristo Crocifisso di Niccolò Alunno e Pietro di Mazzaforte. Non mancano poi oreficerie, tessuti e oggetti sacri e l’urna di San Felice. La Pinacoteca si trova nel cinquecentesco Palazzo dei Canonici.

Per quanto riguarda l’architettura civile notevole è Villa Costanzi, meglio conosciuta come Villa Fidelia, creata sulle rovine di un santuario romano. La villa presenta una struttura a terrazzamenti e fu voluta dalla famiglia Urbani nel Cinquecento.

Ospita ogni anno eventi culturali e concerti di qualità e racchiude al suo interno uno splendido parco con alberi secolari e un palazzo settecentesco in cui è allestita una mostra dedicata ad artisti contemporanei come Tamburi, Guttuso, Mangù e Ligabue ed un’ altra dedicata ad artisti classici come Tiziano, Carracci e Fattori.

Cucina

La cucina locale è quella tipica umbra basata su carni e prodotti contadini come bruschette al tartufo o all’olio d’oliva, paste fatte in casa al sugo di lepre, tartufo o cinghiale. Essendo l’Umbria tetra di salumi, non mancano salumi di qualità. Stesso discorso per i legumi. I ceci Spello, dal seme piccolo e liscio sono famosi nel mondo, così come la risina che altro non è che un fagiolo piccolo e bianco dal sapore delicato, e la cicerchia, altro legumi simile ai ceci, protagonista zuppe, insalate e bruschette.

Ottimi anche i vini ovviamente come il Sagrantino di Montefalco, Montefalco rosso, il Grechetto e l’Assisi Doc.

Tra le ricette locali spiccano ad esempio gli gnocchi di patate rosse di Colfiorito al ragù d’oca, l’insalata di rapunzoli o ravanelli.

Cappella Tega a Spello

Si tratta di un piccolo gioiellino incastonato nel centro storico splendidamente decorato con affreschi quattrocenteschi di Nicolò Alunno e Pietro di Mezzaforte. La cappella nasce come sede della confraternita dei Disciplinati di Sant’Anna e per lungo tempo fu la bottega di un sarto, il signor Pietro Tega, che nel 1921 scoprì le preziose pitture murali fin ad allora coperte dall’intonaco.

I restauri hanno rinvenuto una serie di raffigurazioni: Sant’Anna, la Madonna con il Bambino, o quel che ne resta, nella parete di destra; una Crocifissione nella parete frontale; sei busti di Apostoli nel sottarco della parete sinistra; la visione del Paradiso e dell’Inferno nella controfacciata della cappella.

Le Fonti del Clitunno

A pochi minuti di auto da Spello ci sono diversi luoghi incantevoli da visitare: ad esempio i borghi di Bevagna e Montefalco, ma soprattutto le Fonti del Clitunno.

Queste sorgenti incredibili e uniche hanno un suggestivo aspetto, con la vegetazione che circonda le rive riflettendosi nelle acque dai colori intensi. Questo aspetto è stato fonte d’ispirazione per molti scrittori e poeti.

Fonti del Clitunno a Spello

Nell’antichità si credeva che nei fondali di queste acque dimorasse il Dio Clitunno, in onore del quale sorsero tre templi andati poi perduti. Unico superstite un piccolo tempietto poco distante.

Qualcosa di incredibilmente fiabesco e suggestivo, davvero meritevole.

L.D.

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