Perle d’Italia: Positano

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1948

Considero la Costiera Amalfitana uno dei luoghi più belli d’Italia, assolutamente da vedere per chi visita il Bel Paese. Questa zona di costa è un incanto per la gioia che mette sia d’estate che d’inverno, grazie al clima mite, ai colori ebd33c0164cfb556036d9b30916a7028della vegetazione e delle case che degradano fino al mare, ai profumi dei limoni e del buon cibo, al rosa acceso della buganvillees, al blu delle acque ed al calore della sua gente. Questo è il motivo per cui ho scelto Positano come prima città del sud di cui parlare.

La leggenda narra che intorno al XII secolo, una nave turca stesse solcando le acque della Costiera, ma non riuscisse a prendere il largo a causa della bonaccia. Ad un certo punto i membri dell’equipaggio sentirono sussurrare una voce che proveniva da un quadro della Vergine: “posa, posa”, diceva, come invito a posare in mare il dipinto stesso. Così fecero e questo venne recuperato a riva dai cittadini del piccolo borgo che lo portarono nella Chiesa del patrono, San Vito. L’indomani il quadro era sparito, fu ritrovato al mare, vicino ad un ramo di mirto. Questa sorta di miracolo venne interpretato come invito a costruire lì quella che oggi è considerata una delle più belle chiese d’Italia, Santa Maria Assunta, divenuta ormai tratto distintivo di questa parte di costa. Dalla leggenda e da quell’invito a posare deriva il nome del piccolo borgo di pescatori: Positano.

fc8b94b1b6037eb36005ee5c89b08ab4Le origini storiche della cittadina, sono collocate intorno al IX secolo. Inizialmente c’era un piccolo insediamento intorno ad un’Abbazia Benedettina, poi la popolazione aumentò con l’arrivo degli abitanti di Paestum in fuga dai Saraceni. In merito a questo ancora si possono vedere diverse torri di avvistamento. La prima è a breve distanza, a Punta Campanella, al confine tra la Penisola Sorrentina e la Costiera Amalfitana. Viste le imbarcazioni Saracene, veniva dato come allarme un colpo di cannone, per avvisare la torre più vicina e così via. Gli arabi non erano molto abili sulla terraferma e sapere del loro arrivo in anticipo permetteva al popolo di fuggire ed all’esercito di affrontarli meglio.

La struttura urbanistica con strade strette, costruzioni arroccate, e torri di avvistamento dovuta a scopi difensivi risale alla seconda metà del 1200, a seguito dei saccheggi dei Pisani.

Il periodo che va dal 1300 al 1500 non fu particolarmente fortunato per Positano, prima colpita da un violento maremoto e poi vittima di ripetuti saccheggi e devastazioni da parte dei pirati ottomani.

Si ebbe un’ottima ripresa nel 1700, grazie al commercio, ma purtroppo l’Unità d’Italia portò ad uno spostamento delle rotte marittime commerciali e la cittadina tornò ad essere un povero borgo di pescatori. Molti emigrarono, soprattutto verso gli Stati Uniti.

Con il migliorare delle vie di comunicazione, la città riprese vita e cominciò a diventare anche un’importante meta turistica , amata da intellettuali ed artisti come Escher, Paul Klee e Picasso.

Positano è suddivisa in tre quartieri:

Liparlati, detta “città morta” (dal titolo del libro di Stefan Andres che visse qui il suo esilio come oppositore del nazionalismo) perché durante l’Unità d’Italia e la successiva crisi economica fu abbandonata dai suoi abitanti che andarono a cercare fortuna in America. Alcune costruzioni paiono ferme a quel periodo.

A Liparlati si trova il cimitero storico, costruito su diversi livelli, che regala ai suoi ospiti una vista incomparabile. Qui sono sepolti molti artisti che avevano scelto in vita Positano come loro “buen retiro”: lo scrittore russo Michail Semenov, quello mussulmano Essad Bey ed il pittore Kurt Kramer.

In zona Camerelle troverete anche una grotta utilizzata come rifugio durante la II Guerra Mondiale;

Chiesa Nuova, uno dei quartieri più antichi, situato nella parte alta. Image00002Questo è la “porta” della città, poiché il primo punto di ingresso venendo da Sorrento. Il quartiere prende nome dalla sua singolare chiesa a pianta ellittica, che ricorda una moschea. Forse, dati i forti scambi commerciali di un tempo con l’Oriente, si decise proprio di costruirla con funzione di moschea come omaggio alla clientela araba. E’ altrettanto vero che altrove architetti di rilievo avevano progettato la medesima forma, per cui poteva anche trattarsi di una tendenza del momento. Oltre alla pianta colpisce anche il suo meraviglioso pavimento maiolicato.

Sempre in questo quartiere, si trovano bellissime ville come la villa “Stella Romana”, appartenuta alla nobile polacca Emilia Szenwic, che ebbe l’onore di ospitare l’allora seminarista Karol Woytila, poi divenuto Papa Giovanni Paolo II.

Scendendo per andare verso la spiaggia, un tempo si trovava la “Fabbrica del ghiaccio”, dove la gente andava appunto a comprare blocchi di ghiaccio, indispensabili per il mantenimento del cibo;

Fornillo al cui ingresso vi è una grotta naturale che custodisce un’edicola votiva ed un presepe raffigurante Positano. In questo quartiere, apprezzato per la sua eleganza, i suggestivi scorci panoramici e le casette maiolicate, hanno abitato artisti di ogni genere, da pittori a scrittori, da commediografi a registi. Punto cruciale del quartiere è la deliziosa Chiesetta di Santa Margherita, anch’essa con pavimento in parte maiolicato;

      Laurito, a 2 km da Positano, andando verso Amalfi, considerato uno dei borghi più antichi di tutta la Costiera Amalfitana.

Per gli amanti del trekking, ci sono diversi sentieri che attraversano Positano e le sue frazioni, Montepertuso e Nocelle, come per esempio “Il Sentiero degli Dei”. Una delle mete naturali di maggior fascino è “l’Oasi del Vallone porto”, un luogo incantato grazie alle sue cascate ed alle numerose specie di fauna (gufi, falchi, la salamandra dagli occhi gialli…) e flora (felci, orchidee selvatiche…) che la popolano.

Anche gli amanti del mare non hanno che l’imbarazzo della scelta.

Le spiagge principali di questo borgo sono spiaggia di Marina Grande, una delle più grandi della costiera, frequentata dal jet-set internazionale, dalla quale un servizio di barchette porta a calette raggiungibili solo via mare (Rammese, Clavel, Cavone) e la meno mondana Fornillo. Le due spiagge sono collegate tramite il Sentiero degli Innamorati. Altre baie raggiungibili via mare sono Arienzo, la Porta e San Pietro Laurito.

Al largo c’è un altro luogo magico,i tre Isolotti de Li Galli, detti non a caso “Sirenuse”. Qui LIGALLIinfatti si trovavano le sirene che costrinsero Ulisse a farsi legare all’albero della nave per non cadere vittima del loro canto ammaliatore e da cui gli Argonauti si salvarono ascoltando il più forte suono della lira di Orfeo. La leggenda nasce molto probabilmente perché in questo punto le correnti sono così forti da rendere difficile e pericoloso il passaggio delle imbarcazioni, dalle correnti quindi, alle sirene. L’isola più grande dell’arcipelago si chiama Gallo Lungo, è l’unica, sin da epoca romana, ad essere abitata, vista dall’altro sembra un delfino. Il grande ballerino Rudolf Nureyev ritiratosi dalle scene venne ad abitare qui.

Le isole sono raggiungibili solo con barca privata.

Venendo qui in vacanza è facile imbattersi in  feste di paese, molte in estate e soprattutto a carattere religioso:

– Il 2 luglio si tiene la Festa della Madonna delle Grazie. Rievocazione, con tanto di processione e fuochi d’artificio, della leggenda che ha dato peraltro il nome a questa frazione di Positano, Montepertuso, ossia “monte bucato”. Sopra i suoi cieli infatti si tenne una grande battaglia tra la Madonna ed il Diavolo. La Vergine, uscita vincitrice, bucò con un dito la vetta del monte che dà il nome al quartiere, mentre sull’altro versante sono ben visibili i leggendari segni della sconfitta del Demonio;

– il 25 luglio ha luogo la Festa di San Giacomo, nel quartiere di Liparlati Il Santo viene portato in processione accompagnato dalla banda che suona e, nemmeno a dirlo, dai fuochi d’artificio a chiusura della serata.

– Il 15 agosto invece c’è  la Festa della Madonna Assunta, la più importante per i Positanesi, tanto che i festeggiamenti iniziano il 5 agosto, quando images2la statua della Madonna viene fatta uscire dalla cappella di Santo Stefano e posta sul trono dove starà fino al 22. Altro momento cruciale è il 14 agosto, quando il quadro della Vergine viene portato in processione la sera in spiaggia, dove secondo la leggenda è stato trovato. Il 15 poi culmina con la processione in spiaggia della statua, al passaggio della quale è tradizione cercare tra la sabbia, come portafortuna, delle pietre bucate da parte a parte.

Beh, se già avete fatto abbastanza bagni, vi siete persi in mezzo ai vicoli colorati dei quartieri di questa città-presepe, magari alla ricerca della “pezza” (l’abito colorato made in Positano) o il sandalo fatto a mano, giusti per voi; se già avete trovato refrigerio sorseggiando una limonata o visitando una delle tante chiese che celebrano le numerose leggende descritte, beh, non resta altro che rifocillarvi con un bel pranzo o una bella cena.

puttanesca-di-alici-e-colatura-di-cetaraIl punto di forza di Positano e della Costiera è la freschezza dei prodotti. Questa rende speciale ogni frittura o zuppa di pesce. Nello specifico non rimarrete delusi ordinando vongole veraci o involtini di pesce spada, o ancora alici fritte o polipo cucinato in mille modi o ancora spaghetti con la colatura di alici, divini!

Anche la cucina contadina ha tanto da offrire: carne alla brace, mozzarelle arrostite su foglie di limone e i prelibati formaggi dei Monti Lattari, che dominano la Costiera.

Chiudo così il viaggio attraverso questa terra piena di vita e di colori, lasciandovi un po’ di languorino che nel frattempo, confesso, è venuto anche a me!

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