Io, peregrino del mondo

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di Rosella Lubrano

Considera ,o uomo,
se questo sei tu,
filo spinato
e venti di guerra
offuscano i tuoi occhi
in piramidi di sofferenza
cristallizzati,
spasimi di vento
tra macchie rosse
e brandelli di colombe
innocenti.
Faticoso
è il tuo peregrinare
per tortuosi cammini,
nessun albero
può donarti l’ ombra
nè acqua
per lenire la tua sete
di salvezza.
Cammini,
come un lupo braccato,
tra una folla anonima,
hai paura,
come te
tanti poveri manichini
vestiti di pelle,
in fuga,
sguardi rassegnati,
mani tremanti
nel fiume umano
verso una terra agognata.
Polvere, fatica, sudore
schiaffeggiano il tuo volto,
annichilito
dalla barbarie di un mondo
che non ti vuole,
vai avanti,
o uomo,
ci sarà ancora per te
l’ alba di un giorno nuovo ?