PER NON DIMENTICARE

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E per l’ ultima volta guarderai

quel cancello nero

consumato da mani d’ argilla,

trascinando le tue stanche membra,

come te,

manichini di pelle,

non più umani,

forse figli di un dio minore ?

Occhi sbarrati

su indefinibili cocci di volto,

bocche oranti,

mani che implorano pietà

nella tragica follia

di menti perverse.

Considerate

se questi siano uomini,

da cotanta crudeltà

annichiliti,

sotto un cielo che piange !

Considerate

se queste siano donne,

senza capelli, senza identità,

della loro maternità svuotate,

non più madri, spose, figlie,

ora solo numeri e basta !

Ormai la ciminiera è spenta,

non più vedrai

quel fil di fumo grigio

che acre sporcava il cielo

con pennacchi di corpi straziati,

non più sentirai

quell’ odore di morte

che ogni giorno

la tua miserevole vita

accompagnava senza tregua

e tu, rassegnato,

aspettavi solo di morire.

Aneliti di libertà

che si frantumavano

contro quel filo spinato,

mentre volti amati

riaffioravano nel cuore,

frammenti di un passato sbiadito,

echi di amori lontani.

Vai, non voltarti indietro,

non più fumo nero

nè baracche putride

nè pezzi ammuffiti di pane,

vai ma non dimenticare !

Ora volgi gli occhi al cielo,

è pulito, senza nuvole,

sei Libero, Libero,

assapora finalmente l’ aria fresca

di questo giorno memorabile

e sorridi alla rinascita,

come un bimbo

che alla vita

in grembo sta !

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