Per le vie di Londra

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Arrivo all’aeroporto London Heathrow con un volo British Airways partito da Bologna un venerdì mattina di metà luglio. Non conosco la città. E’ la seconda volta che ci vengo. La prima è stata almeno 10 anni fa e solo per un breve weekend.

Prendo la metropolitana per raggiungere il centro di Londra. Prima la Piccadilly Line e poi la Hammersmith & City Line fino alla stazione di Great Portland Street che raggiungo dopo un’ora abbondante di viaggio nelle viscere della terra londinese. Finalmente ritorno alla luce del sole che non c’è e mi ritrovo nei pressi di un incrocio. “E adesso quale sarà Albion Street?” mi domando. Chiedo ad un paio di persone e nessuno sa rispondermi. “Eppure dovrebbe essere proprio qui” dico tra me e me. Uno sguardo veloce intorno e vedo uno di quei pannelli con la cartina della città che ti indica esattamente dove sei: You are here. Trovo subito Albion Street, è proprio davanti a me. Attraverso la strada e mi incammino con passo sicuro e veloce alla volta della guesthouse dove mi hanno prenotato una stanza per la prima notte. Sono qui a Londra per lavoro.

Arrivo davanti al numero civico e non c’è nessuna targhetta, nessun nome sul campanello. “Mi sarò sbagliata?”. No, il numero civico è proprio quello, il 38. Suono e mi apre una signora giapponese che mi accoglie col fare gentile tipico degli orientali. Per un attimo mi sembra di essere approdata a Tokyo anziché a Londra. Mi spiega le “regole” della casa con fare estremamente semplice e cordiale.

Londra, Daniela Spazzoli

La signora è molto accogliente. Poi saliamo le scale che non capisco perché nelle case inglesi siano sempre così ripide. Mi mostra una stanza spaziosa con un bagno enorme, ma mi dice che è un po’ rumorosa. Se preferisco la tranquilla può darmi una camera all’ultimo piano. Senz’ombra di dubbio opto per la tranquillità e così mi arrampico su per altre 2 rampe di scale con la valigia appresso che per fortuna pesa poco dal momento che mi fermo a Londra solo per pochi giorni. La stanza è luminosa, pulita, e il bagno è minuscolo, ma va benissimo per me. Mi preparo subito una tazza di te nero dello Yorkshire, mi mangio velocemente un panino al formaggio che per fortuna mi sono portato da casa. Non avrei avuto tempo di andare fuori a mangiare qualcosa perché alle 13:30 ho un appuntamento. Devo riprendere la metropolitana, che qui a Londra chiamano “tube” e non subway come gli americani.

Terminato il lavoro, decido di farmi una passeggiata anche se sono in piedi dalle 3 del mattino e la stanchezza comincia a farsi sentire. Percorro High Holborn, svolto a sinistra su Drury Lane, arrivo sul Tamigi all’altezza del Waterloo Bridge, prendo Lancaster Place e Wellington Street fino ad arrivare a Covent Garden con il suo brulichio di turisti che fanno shopping negli innumerevoli negozi del mercato.

Daniela Spazzola a Londra

Mi piace andare a zonzo senza una meta precisa, alla ricerca di begli scorci. Rimango stupita dal numero di teatri e musei. Ce ne sono tantissimi. Mi allontano dalla folla di Covent Garden e faccio di nuovo un tuffo in Oriente per le vie della Chinatown londinese.

E’ un tripudio di ristoranti cinesi con le classiche lanterne rosse appese all’ingresso e i menù esposti all’esterno per richiamare i clienti, supermercati che vendono esclusivamente prodotti orientali, caratteri cinesi ed occhi a mandorla ovunque….sono quasi tentata di entrare in uno dei ristoranti per mangiare qualcosa, ma non so decidermi e quindi proseguo il mio girovagare per la città. Ogni tanto butto un occhio alla cartina per orientarmi e capire dove sto finendo. Mi imbatto in un incrocio che si chiama Seven Dials. Immagino che il nome derivi dal fatto che qui si incontrano 7 strade. Ci sono negozi, pub coi tavoli all’aperto e tanta gente che inizia a godersi il weekend. Di queste 7 vie quella che più mi piace è Short Gardens. Come dice il nome stesso è una strada piuttosto corta che in poco spazio riesce ad essere animatissima e coloratissima. Me la segno sulla cartina. Magari un giorno, se tornerò a Londra e avrò più tempo a disposizione, ci tornerò e mi siederò ad uno di questi tavolini a bermi una birra artigianale inglese.

Londra

Daniela Spazzoli