Pasta, tra credenze e realtà

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Negli ultimi anni l’avvento di molte diete avverse ai carboidrati ha portato alla demonizzazione di alcuni piatti come la pasta, specie negli orari serali.
Non tutti però sono dello stesso avviso. In un articolo recente, Serena Missori, nota ditologa ed endocrinologa, ha sostenuto come si tratti di falsi miti, quando si sostiene che la pasta non vada mangiata la sera.
 
Anzi la dietologa sostiene che la pasta sia anche di aiuto alla tiroide e faccia bene all’umore.
 
Secondo la Missori la pasta va consumata in libertà utilizzando però alcuni accorgimenti.
 
Va scelta pasta di grano duro, traforata al bronzo o integrale.
 
Gli spaghetti sono preferibili avendo un indice glicemico inferiore che li rende adatti anche a chi è a dieta o ha problemi di diabete.
 
La pasta deve essere rigorosamente al dente perché dà più sazietà e se non troppo cotta ha un indice glicemico più basso. Ma l’apoteosi Serena l’ottiene sdoganando la carbonara con uova e pancetta, per aggiungere un boost di proteine.
 
Secondo la Missori che, ricordiamo, è anche endocrinologa stimola la tiroide e se accompagnarla con della verdura amara riduce la ritenzione idrica.
La pasta a suo dire si può consumare anche di sera, soprattutto se sotto stress, soffrendo d’insonnia.
 
La spiegazione risiede nel fatto che la pasta favorisce la sintesi di serotonina e di melatonina facendo assorbire maggiormente il triptofano e quindi fa rilassare e favorisce il sonno.
 
Se ci rilassiamo si riducono gli ormoni dello stress, fra cui il cortisolo, che favoriscono l’aumento di peso. È così la Missori suddivide in tre biotipi associandone diverse possibilità nei consumi di pasta. Il biotipo nervoso cerebrale può concedersi una spaghettata a ogni pasto, il biotipo linfatico che deve perdere peso è meglio che non la mangi proprio tutte le sere, il biotipo bilioso e sanguigno, associandola al consumo di verdure, può mangiarla sempre.
Infine il consiglio per chi è celiaco o sensibile al glutine, ha la permeabilità intestinale, o soffre di colite o di malattie infiammatorie intestinali, è quello di consumare pasta di riso integrale, di quinoa e di grano saraceno, sempre al dente e in associazione a verdure amare, prima o dopo il pasto. 
 
Consigli interessanti per tutti coloro che della pasta non riescono proprio a fare a meno, che tireranno in bel sospiro di sollievo.
 
D.L.
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