PASSENGERS UN FILM DI MORTEN TYLDUM

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IL PESO DELLA SOLITUDINE

Protagonista di questo film l’Avalon, una nave intergalattica, con il compito di completare un lunghissimo viaggio. A bordo 5000 passeggeri, sospesi in un sonno criogenico in attesa di arrivare in una delle nuove colonie della Terra. Tutto sembra essere  tranquillo nell’immensità dello spazio, tra stelle ed asteroidi fino a quando un guasto non causerà l’apertura accidentale di una delle capsule di ibernazione. Lo sfortunato Jim, si ritroverà solo, 90 anni prima del tempo, in una location tanto attraente quando fredda ed impersonale. Un film molto ben realizzato in termini di ambientazioni e di effetti speciali. Piacevole anche la trama, che si scosta dai classici film del genere, puntando molto sull’analisi psicologica dei personaggi. Per contro  alcuni punti della storia traballano come la stessa astronave, popolata da macchine formidabili e completamente stupide, incapaci di prevedere la cosa più probabile tra tutte: un incidente. Idiota e presuntuosa  sarebbe un’umanità che ancora una volta crea macchine con l’assurda fiducia che possano non avere intoppi. Trascinante e controversa la vicenda che coinvolgerà i due protagonisti, fino a metà film. Nella seconda parte della storia gli eventi diventano zoppicanti e confusi, per non parlare dell’epilogo, romantico ed originale, ma quando mai utopico e zuccheroso.

Eleonora Panzeri 

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