Parigi, conclusione conferenza sul clima

0
1362

Si è conclusa dopo alcuni giorni una conferenza fondamentale per il futuro del pianeta e dell’umanità intera. Il presidente della Cop21 Laurent Fabius con un martelletto verde ha dato lo stop ai lavori sancendo l’accordo tra i 195 stati presenti. I risultati saranno sufficienti? il dubbio a me rimane e penso di esprimere i dubbi di buona parte dell’opinione pubblica. Difficile pensare, dopo tutte le frizioni di questi giorni, dovuti ad interessi particolari dei vari stati,si sia giunti ad una conclusione ed un accordo in grado di dare quel drastico cambio di rotta che potrebbe togliere il nostro amato pianeta dalla situazione di pericolo in cui si è cacciato per nostra causa. Fabius definisce la bozza “giusta, ambiziosa ed equilibrata e che riflette tutte le parti. È giuridicamente vincolante”..già..che riflette tutte le parti..Ecco la dichiarazione:”è necessario per il mondo intero e per ciascuno dei nostri paesi. Aiuterà gli stati insulari a tutelarsi davanti all’avanzare dei mari che minacciano le loro coste; darà mezzi finanziari all’Africa, sosterrà l’America Latina nella protezione delle sue foreste e appoggerà i produttori di petrolio nella diversificazione della loro produzione energetica. Questo testo sarà al servizio delle grandi cause: sicurezza alimentare, lotta alla povertà, diritti essenziali e alla fine dei conti, la pace. Siamo arrivati alla fine di un percorso ma anche all’inizio di un altro. Il mondo trattiene il fiato e conta su tutti noi”. Ora dopo l’accordo la trafila burocratica fino alla firma presso il quartier generale delle Nazioni Unite dal 22 aprile 2016 al 21 aprile 2017.

I punti principali:

L’aumeto della temperatura.

Primo punto, il più ambizioso, ridurre le emissioni in maniera tale da non superare i famosi 2 gradi oltre i quali sarebbe la catastrofe. Bene, dalla bozza a cui hanno applaudito anche associazioni come il Wwf, meno altre,sembrerebbe che,nonostante le resistenze del Bric(Cina e India intesta) l’accordo sia altamente restrittivo nei confronti delle emissioni,tanto da spingere l’aumento delle temperature non oltre 1,5 gradi entro il 2020, il che dovrebbe ridurre in modo significativo gli effetti sul clima

Finanziamenti ai paesi in via di sviluppo.

L’accordo prevede lo stanziamento sempre per quella data, di 100 miliardi per i paesi in via di sviluppo, come aiuto a dotarsi di tecnologie green e come “risarcimento” per le restrizioni alle emissioni. L’accordo sarebbe oltretutto al rialzo e nel 2025 andrebbe incontro anche al ritocco.

Le emissioni CO2.

I piani nazionali per il taglio dei gas serra saranno rivisti ogni cinque anni. Il progetto di accordo prevede inoltre che le parti giungano al massimo di emissioni serra in un tot di tempo per poi ridurle gradualmente sino al punto di equilibrio nella seconda parte del secolo.

Ora arriva il difficile ovvero passare dalle parole ai fatti, perché in fin dei conti ogni governo resta libero e sovrano nei propri confini e si sa i governi cambiano, i cicli pure e ciò che si dichiara adesso non necessariamente sarà portato avanti con la giusta determinazione,specie se si va contro a molti interessi economici. Dunque, un bel traguardo, che giustamente porta una ventata di ottimismo ma per i risultati serviranno i fatti e per questo servirà un senso di responsabilità che sinora si è visto molto raramente. Speriamo bene e incrociamole dita per il nostro futuro e quello dei nostri figli.

L.D.