Paolo Roversi. Cartoline dalla fine del mondo

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Paolo Roversi
Cartoline dalla fine del mondo.

Il protagonista è, come in tutti i libri di Roversi, Enrico Radeschi, un giovane giornalista e hacker che dà inizio al romanzo con la sua sparizione da Milano, per sottrarsi a morte certa per mano di un assassino, che ha già il mirino puntato su di lui.

Enrico si trova costretto ad abbandonare tutto e tutti, persino se stesso, se vuole salvare la pelle, e fugge, come dice il titolo, fino “alla fine del mondo” da dove invierà solo tre cartoline. Ma il tempo passa, le situazioni cambiano e un giorno il passato, grazie a una di quelle cartoline, lo va a cercare e lo trova, a Cipro.

E’ il vicequestore Loris Sebastiani.
Durante un esclusivo party all’interno del palazzo dell’Arengario, sede del museo del Novecento, uno degli invitati viene misteriosamente ucciso. Si tratta di un tecnico informatico di altissimo livello, dipendente della multinazionale con sede a Milano TechHackCorp, avvelenato proprio sotto al celeberrimo quadro “Il quarto stato” di Giuseppe Pellizza da Volpedo.

Il vicequestore Loris Sebastiani, incaricato delle indagini, capisce subito che in quel delitto qualcosa non torna e che avrà bisogno di aiuto per catturare il misterioso hacker che si fa chiamare Mamba Nero, tenendo in scacco la polizia. Solo una persona può fare al caso suo: il giornalista e hacker Enrico Radeschi, affiancato da un giovane agente esperto di informatica, Faes.

Dice Enrico: “La nostalgia quando arriva è come un fiume che rompe un argine: inonda e porta tutto via con sé” (…) “E’ bastato solo osservare Loris per un minuto perché tutto il mio passato ritornasse a bussare, prepotente e ingombrante”.
C’è un cyberkiller che ha preso di mira i componenti di una società che si occupa di tecnologia informatica applicata.

Così Enrico, dopo otto anni di latitanza, ritorna nella sua Milano, città delle grandi contraddizioni, cambiata durante la sua assenza,: “Più della metà dei negozi hanno cambiato insegna…….miriade di negozietti…. Le librerie hanno quasi tutte chiuso: le mutande hanno avuto la meglio sul desiderio di cultura dei milanesi.
Gli omicidi hanno un filo conduttore riconducibile, oltre che allo studio di un nuovo modello di drone, a Leonardo Da Vinci, Enrico ne è sicuro e usa, ogni mezzo a sua disposizione, lecito e non, per confermare la sua tesi,anche quando sembra che il caso sia concluso e viene arrestato il sospettato.

Ci sono anche alcune sorprese, di cui una ha un ruolo chiave per la soluzione del caso, che assolutamente nessuno avrebbe potuto intuire

Grazie alle sue capacità tecnologiche ed alle sue intuizioni, Enrico, arriverà con grande sorpresa a scoprire il vero omicida.
I personaggi sono ben delineati psicologicamente.
La scrittura è, sempre estremamente scorrevole, piacevole, con personaggi interessanti, magari a volte lievemente ridicoli nelle loro idiosincrasie ma in ogni caso realistici.

Un romanzo, decisamente consigliato non solo a chi conosce già Enrico Radeschi e vuole sapere che fine ha fatto, ma anche a chi semplicemente ha voglia di perdersi in una Milano moderna e pericolosa, e di seguire un thriller appassionante.

Anna