Panico, bombe e poco senno

0
1377

Mi permetto di scrivere altre due righe sulla vicenda che catalizza, in parte anche giustamente, l’attenzione dell’opinione pubblica in questi ultimi giorni, ovvero l’allarme terrorismo e la minaccia di una guerra di religione incombente.

Già, guerra di religione, quante inutili guerre di religione abbiamo visto nei secoli e nei millenni? A centinaia, eppure c’è ancora qualcuno pronto a farle in nome, in questo caso, del Profeta Maometto. Il problema che dobbiamo porci noi occientali è dove sia la causa, quali possibili soluzioni ci sono e come fare per riportare il tutto sui binari della normalità nel più breve tempo possibile?. Cominciamo a ragionare su cosa è per noi la normalità. Per noi la normalità è svegliarsi al mattino,fare colazione, andare a lavorare (chi ha il lavoro), fare le faccende di casa o fare i conti con la propria salute (chi ha problemi di salute) e via dicendo.

Pensare ai conti del mese, alle bollette, all’attività, ai problemi sul lavoro,ai problemi in famiglia, pensare all’idea vincente per incrementare il proprio business per chi sta meglio o come salvare il salvabile e non chiudere baracca e burattini per chi ha la responsabilità e il rischio di avere un’attività. Pensare pero’ anche ai regali di Natale, a cosa mangiamo a mezzogiorno, a quale cellulare comprare, alle serie tv di questa sera,a cosa fare a capodanno etc.

Insomma abbiamo tutti momenti belli e momenti brutti, pensieri che ci portano serenità e altri che ci innervosiscono o ci creano paure e incertezze. Quasi tutti pero’ abbiamo una casa, cibo a sufficienza, acqua, un letto dove dormire, servizi igienici e soprattutto istruzione, con i suoi limiti, ma istruzione. La normalità per qualcun altro non è questo, non si va a scuola, a 5 anni ti mettono i mitra in mano, ti fanno sparare, ti insegnano perché lo devi fare, a causa di chi vivi in queste condizioni e chi è il nemico. Vieni su cosi’, con la speranza un giorno di farla pagare a chi si abbuffa alle tue spalle.

Sembra semplice no? Non lo è affatto, ci sono tantissimi altri fattori e cause che ci stanno portando ad un punto di non ritorno. La prima causa, che abbiamo appena visto è il disequilibrio di risorse, istruzione,economia,tecnologia,culturale tra una parte del mondo e l’altra. Poi ci sono altre cause pero’. Diciamoci la verità, le organizzazioni come l’Isis i soldi li prendono da qualcuno, qualcuno che vende risorse in particolar modo petrolio a grandi società occidentali, qualcuno che compra armi da molti stati occidentali e le gira all’Isis o altre associazioni di questo tipo.Magari poi sono gli stati stessi (o aziende che operano negli stati stessi) che lanciano bombe e missili scaricando un po’ l’arsenale, a vendere le armi direttamente o indirettamente al califfato. Quindi salta fuori la prima responsabilità di Occidente, Russia e perché no anche Cina. Dunque il gioco delle parti a scapito di tutti i morti di Parigi, a scapito di tutti i morti di New York, Madrid, Londra, Mosca, di tutti i morti civili siriani, curdi, iracheni.

Poi si passa ad un’altra questione ovvero i foreign fighters. Chi spinge occidentali di origine araba orientale o meno ad andarsi ad arruolare in un una milizia del terrore fin al punto di convertirsi all’Islam pur di potervi far parte? La risposta facile potrebbe essere sono degli emarginati,gente senza valori, pazzi scatenati senza cervello, assassini, criminali e via dicendo. Si, probabilmente lo sono, ma non è che qui in Europa o in generale in occidente forse ci sono delle fasce di popolazione che vengono escluse, emarginate, rinchiuse in ghetti e subiscono continue vessazioni e ingiustizie al punto da avercela col mondo intero?In parte è anche cosi’ e questa chiusura c’è non solo verso i fuorilegge, che anziché essere cacciati continuano a girare per le città indisturbati, ma anche nei confronti di coloro che cercano solo un aiuto per integrarsi al meglio, dunque anche qui c’è qualche responsabilità dei governi occidentali e in parte anche della gente comune.

Ci si riempie la bocca di parole come integrazione culturale,dialogo reciproco salvo poi fare tutt’altro.  Fatte queste premesse mi chiedo che senso abbia andare a sparare missili dalle navi e tirare bombe dagli aerei causando altri morti civili e andando ad incrementare odio nei confronti dell’occidente stesso. Per quanto gli obbiettivi siano chiari e le bombe siano definite intelligenti per ogni morto miliziano muoiono 10 civili che nulla centrano con l’Isis.

Sono un buonista? direi di no, credo un’opzione militare sia utile ma con reparti specializzati e sul campo andando a stanare questi soggetti ad uno ad uno risparmiando i civili. Ma oltre a questo andrebbe data una sterzata reale ai problemi di sottosviluppo di certe aree dal punto di vista economico, culturale e sociale. Bisognerebbe smetterla di fare i giochini geopolitici legati al petrolio e alle risorse fregandosene di chi vive in quei territori, perché questo è quello che noi occidentali, i russi e anche i cinesi stiamo facendo in Medio Oriente, Asia Centrale, Africa.

Andare li e creare sviluppo ed evitare che si riversino in massa a cercare chimere in Europa, perché i criminali coi barconi non aspettano altro e controllarli tutti è molto difficile e dispendioso e, piuttosto che rispedirli a casa o controllarli ad uno ad uno è molto meglio creare migliori condizioni nei paesi di origine, ma forse a qualcuno questo non interessa.

L.D.