Ondivaga

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Ondivaga

Mi sono coricata
s’un letto, umido di pioggia.
Foglie e sterpaglia
damascate, nel
riverbero lunare,
parevano quadri
del “periodo blu”
di Picasso.
In una matrice: patetica
e compassionevole,
s’innalza la dimensione:
sacra del sentimento.
La realtà si fa miseria
sofferenza in discesa
verso la morte,
nei volti di poveri,
esclusi, emarginati.
In quel giaciglio
dov’è il Mondo ha smesso
di contorcersi e respirare,
abortisco la mia stessa
immagine: triste, denutrita,
vuota di ogni pensiero.
Ondivaga e refrattaria
al cielo che sommerge
la riva!

Maria Rosa Oneto