On the train…

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Travel by train
Viaggio spesso in treno per lavoro. Mi piace viaggiare in treno anche se a volte, quando è in ritardo e perdo la coincidenza, mi ci arrabbio pure, e non poco! E’ un modo per ‘incontrare’ persone. Spesso, seduta sul treno, osservo gli altri passeggeri. Mi chiedo dove staranno andando, qual è la ragione che li porta a viaggiare, ci sarà qualcuno ad aspettarli in stazione al loro arrivo? Che storia si cela dietro ogni viaggiatore? Cosa ci sarà dentro quelle pesanti valige? Mi piace immaginarlo. Mi piace osservare.
Il modo di viaggiare è molto cambiato in questi ultimi anni. Ricordo quando andavo all’Università e prendevo tutte le settimane il treno per Venezia. Si chiacchierava con i vicini di posto, si conoscevano persone. Era un modo per passare il tempo. Potevano nascere anche storie d’amore sul treno.

Viaggiare in treno
viaggiare in treno
Adesso non è più così. Adesso siamo tutti chiusi ognuno nel proprio mondo, con lo sguardo basso e fisso sullo schermo di uno smartphone o di un portatile. E’ difficile anche solo incontrare lo sguardo di qualcuno. E’ un peccato!
Allora, visto che non si riesce più a parlare con nessuno, io spesso approfitto del tempo per immergermi nella lettura o per sonnecchiare nel dolce dondolio del treno spesso risvegliata dal “biglietti prego” del controllore. O per guardare dal finestrino. Mi piace guardare fuori e vedere il paesaggio che passa veloce e cambia così come i miei pensieri, che, lasciati liberi di andare, passano anch’essi veloci. Distese di campi coltivati, qualche gru là dove si sta costruendo un edificio nuovo, dolci colline e pianura, tanta pianura, sempre pianura. Sì, perché io ci abito nella pianura e per me è normale vedere un paesaggio così piatto. Per qualcuno può risultare noioso, ma per me non lo è. Sono gente di pianura e anche di mare, perché vicino al mare ci abito da quando sono nata.
A volte il mio contemplare il paesaggio è disturbato da qualcuno che parla al telefono con un tono di voce un po’ troppo alto che quasi ti obbliga a farti gli affari degli altri. Gli occhi li posso chiudere, ma le orecchie no! Quindi a volte è impossibile non ascoltare.
Stazione di Milano Centrale
Poi arrivo a destinazione, spesso la stazione di Milano Centrale, un piccolo mondo di gente che arriva e gente che parte e gente che aspetta qualcuno e gente che si saluta. Gente che sorride e gente che piange e gente indifferente. Dentro le stazioni c’è un mondo intero e un’infinità di storie, di colori, di emozioni. Può disorientare, ma può anche affascinare. Dipende sempre dal punto di vista. Tutto dipende dal punto dal quale guardiamo il mondo. Non è affascinante? Vuol dire che il bello o il brutto dipende dai nostri occhi.
Dunque, buon viaggio a tutti, a tutti quelli che partono, a tutti quelli che arrivano, a tutti quelli che guardano il mondo con uno sguardo diverso e curioso, ogni volta!