Oltre, di Alessandra Bucci

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Recensione “Oltre” di Alessandra Bucci

A cura di Elena Ungini

“Oltre ciò che percepiscono le tue pupille c’è dell’altro. Non limitarti a guardare attraverso i tuoi occhi. C’è sempre di più.”

Alba è sposata e ha un figlio, lavora in una libreria situata nel centro di Roma e i libri sono la sua vita. Il suo matrimonio con Guido, però, è in crisi: suo marito la lascia troppo da sola per il lavoro, e lei si sente frustrata.
Per uno strano caso, si ritrova a rispondere via internet ai messaggi di uno sconosciuto: Lorenzo Lupo e, quello che inizialmente sembra essere un semplice gioco, si trasforma piano piano in una storia d’amore importante, vissuta al telefono o al computer. Tutto questo, mentre Alba vive la sua vita con la famiglia, le amiche e i clienti della libreria. Sullo sfondo, strani casi di omicidio che avvengono in città e che sembrano essere commessi da un serial Killer.
Di questo libro mi ha colpito soprattutto la profondità di pensiero delle bellissime poesie che vi sono contenute; versi che i due amanti si scambiano e che sono di una dolcezza infinita.
La trama è ben sviluppata, si dipana in un intreccio in bilico fra romance e poliziesco, tra sentimento e suspense, e lascia con il fiato sospeso fino alle ultime pagine proponendo più di una soluzione agli occhi del lettore che vuole provare a risolvere l’enigma. La storia d’amore suscita una buona dose di pathos. A partire dalla prefazione, il libro offre buoni spunti di riflessione, ponendo l’accento sulle difficoltà che alcuni soggetti incontrano riguardo alla lettura e alla diffidenza e alla scarsa considerazione che la stragrande maggioranza delle persone ha verso chi soffre di questi disturbi.