Oliver Sachs: Gratitudine. Recensione di Anna Cavestri

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Oliver Sachs
Gratitudine.

A cura di Anna Cavestri 
Si legge in “un boccone ” questo piccolo libro, ma tanto denso di ricchezza. Le riflessioni che si possono fare invece durano più tempo.
Sachs, Neurologo e Psichiatra di fama, soprattutto quando divenne narratore delle storie dei suoi pazienti (L’uomo che scambio’ sua moglie per un cappello ,Risvegli, ecc).

In questo libro, con una lucidità impressionante, descrive gli ultimi giorni della sua vita, dopo un anno che la morte l’aveva avvisato, nel momento in cui l’ha già preso per mano .” ….Adesso mi trovo faccia a faccia con la morte. Il cancro occupa un terzo del mio fegato e, per quanto si possa rallentare l’avanzata, è di un tipo che non può essere fermato. Sta a me adesso, scegliere come vivere la mia vita. .., “per quel poco che sa che gli resta.
Non farò più attenzione alla politica. ….Appartiene al futuro ormai. ….
Non posso dire di non aver paura. A dominare però è un sentimento di gratitudine. ”
Sachs è grato alla vita che ha vissuto, tra difficoltà, successo e passioni.
Ripercorre la sua infanzia in Inghilterra, da famiglia ebrea, della sua comunità decimata dalla seconda guerra mondiale.
E ancora..il suo distacco dalla religione ebraica e il completo allontanamento dalla famiglia, dopo che il padre lo costrinse a confessare che gli piacevano i ragazzi.
Altri momenti bui attraversati :” ….Io bramavo legami più profondi, -un significato -e fu proprio la loro assenza, credo, ad attirarmi, negli anni 60 in una dipendenza, quasi suicida dalle anfetamine. ”
Sachs ebbe successo, una relazione sentimentale importante con il suo compagno Billy, una vita intensa e vissuta. E alla vita è grato.
È commovente, non si legge mai autocommiserazione, ma una grande vitalità.
È morto pochi giorni dopo.