Odore di rose tra i viali di cotto

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ODORE DI ROSE TRA I VIALI DI COTTO

I

Odore di rose tra i viali di cotto,
rugiada sull’erba che piange la notte,
profumo di fresie e fragole in fiore,
contorno di lucciole nelle sere d’Estate.

Concerto di grilli e cicale tra i rami
e mia madre che sorride alla vita,
intonando vecchie canzoni
di una già tanto lontana gioventù.

Olezzo d’uva fragola in Autunno
(Che dolce ancora il suo sentire!)
e il mosto nelle botti a ribollire,
dopo il vino sulla tavola imbandita.

Ricordi che rincorrono i tempi,
che trascinano la mente
tra le antiche mura intatte
del vecchio giardino d’infanzia.

Immagini mai affievolite
che scorrono lente
tra ortensie e gerani
a colorare i giorni e gli anni.

E il pozzo a lato del cortile
che reclama ancora sogni,
custodisce ancora desideri
di una bambina di ieri e di oggi.

Quelle mura che ancora parlano
nelle stagioni della mia vita,
e ricordi che vanno
tra gli alberi di ciliegi fioriti,

tra le giovani Primavere
di margherite sorridenti
al timido cielo schiarito
e ridenti fichi stesi al sole.

Colorate aiuole e tante rose
ai lati dei viali di cotto:
profumi della mia infanzia
che tornano a decantare
le lunghe passeggiate
tra l’alba e il tramonto.

Odori di tempi andati,
calore di famiglia
e un vecchio camino
che scoppiettava
nelle fredde sere d’Inverno.

E quel pane appena sfornato
che profumava dal forno
di pietra e mattoni
e le mani di mia madre
che impastavano farina, amore,
e sogni mai svelati.

III

Svolazzano ancora le rondini
tra le vecchie travi di legno
e nidi appena costruiti
oltre l’arco del portone.

Tra un volo di andata e uno di ritorno.
giochi attorno ai panni stesi
nel cortile tra le corde di ferro
e il lavatoio di cemento.

E ancora odore di rose
dal giardino di casa,
acqua profumata di campagna,
verdi prati a stendersi nella valle,

luci ed ombre sotto l’albero di castagno,
e letture tra canti di passeri,
cinciallegre in volo
e pettirossi sui limoni.

Dalla veranda
l’impronta di passi spensierati
che rivedo tra i viali di cotto
nel vecchio giardino d’infanzia.

Essenza di poesia appena nata,
memorie di una fanciulla mai dimenticata.

Anna Cappella