Occorre scavare

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La verità la trovi negli occhi dei cani e tra le nervature delle foglie, ma anche sotto le pietre, che poi fanno da tetto a eserciti di formiche proteggendole mentre come pensieri scavano gallerie in un cervello fatto di terra.

La trovi imprigionata dentro le gocce di resina che ancora per qualche giorno escono dal tronco di un pino tagliato, oppure nel passato, perché il presente a volte, è tutto sbagliato.

La verità è in un mozzicone spento dentro un bicchiere vuoto, in uno sguardo fisso sul movimento delle nuvole, che si finge giocoso ma intanto ti ruba un respiro ogni due secondi.

Anche nel silenzio che protegge la voglia di cercarsi, puoi trovare la verità.

Qui incollano piume su catene che poi vendono come ali, ma la verità è che non si vola se non sbattendo le braccia.

La verità è scritta su di un foglio stropicciato e gettato nel cestino, coperto da bicchierini in plastica sporchi di caffè e resti di ricordi.

E per trovarla, per forza di cose, devi sporcarti le mani.

 

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Gianluca Sonnessa
Stupefatto vi ho osservato mentre uscivate da tele intrise d'astrazione. Ho mangiato dalle vostre anime, che colando giù dai fogli poggiavano su terre aride ed assetate di parole le loro poesie. Ho seguito con lo sguardo il vostro graffiar la creta, impegnati com' eravate nel donare la libertà a quell'animo intrappolato in una scultura, che ancora non esisteva. Ho prestato a quel sogno i miei timpani, soffocati dai clacson e dalle sirene, per riaverli leggeri e soffiati da note di corde pizzicate e chitarre distorte. Ho velato questi occhi col più gioioso dei pianti, perché sono stato testimone di come avete saputo porgere ad un mondo addormentato il cuore pulsante della creatività, che anco batte protetto da cento, mille, un milione di sterni. Son vostre le costole fatte di penne e pennelli, di legna e pannelli ,di lettere, segni e strumenti. Ed oggi Vi chiedo di unirvi. Non più sotto bandiere o striscioni e restando lontani da fari o gelatine. Vestite soltanto la caleindoscopica luce che guida una mano libera. Rompete il silenzio , fatelo Ora, coscienti d' essere i fortunati cantori dell'arte e mai suoi padroni. Io protetto da questo mantello che fa da sipario e che mi copre le spalle e l'età, sarò al vostro fianco. Guardate la mia maschera e rivedrete i vostri quadri, leggete le righe che ne descrivono i tratti e riscoprirete emozioni nascoste fra le pagine dei vostri racconti. Cercate i miei occhi, protetti dalla nera quiete della curiosità e ritroverete i vostri, assetati di note su pentagrammi. Questa nostra guerra con le penne in pugno, l'unica che non lascia alle spalle morti, portatela all'attenzione dell'umanità. Con ogni mezzo. Per ricordarle che dell'arte, dopo la natura, rimarrà l'unica depositaria.