Notturno

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Volevo portarti dove i tramonti non finiscono mai

il cielo incontra il mare

e l’orizzonte perde i suoi confini

le notti durano un minuto

e i baci stanno sugli alberi

frutti di una primavera perenne

 

Volevo portarti in un pentagramma

dove le note non finiscono mai

dentro un orologio dove il tempo si è fermato

e fare di un arcobaleno un cavallo alato

di un sogno un giorno

 

Perché hai chiuso le ali?

Perché nascondi l’estate in un cassetto?

 

Tormenti le labbra con i denti

e mi schiudi un languido ti amo

prima di guadare la folla come un fiume

 

Rimane il piacere sottile e il dolore indicibile

di un notturno di Chopin

suonato in un giardino segreto

nel silenzio di un olmo e il sorriso della sua luna.

 

Nuccio Castellino

Poesia tratta dalla mia raccolta “I versi ritrovati”.