Notturno di Dafne

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NOTTURNO DI DAFNE

La notte ha spigoli di ombre nascoste,
tra diafane paure raccolte al buio
e soliloqui levigati nel silenzio velato
da malinconie strette tra sospiri e lenzuola.

Frementi corde tese nella penombra
a reclamare mani di carezze lievi
e parole sussurrate tra sonno e veglia
a consacrare la velleità di un sogno.

Sospirante desio di donna,
annodata ad un tacito amore
scalfito in un muto dolore,
una danza di ore lente al preludio di un’alba

Spegne i sogni al primo chiarore
e consegna al giorno la sua metamorfosi,
tramutando in rigida corteccia
i frammenti di una notte senza sonno.

All’alba pone una maschera sul viso,
con un avvezzo disincantato sorriso
di chi non mostra i suoi pianti,
ma solo versi di riversati afflati.

Poesia cosparsa di metafore
a rievocare la ninfa Dafne,
che cela il suo viso rigato di lacrime
dietro la cima intrecciata di rami.

Rivolto al cielo e ricoperto di foglie,
un albero leggiadro pone radici
nella solitudine di un cuore,
che ha scelto d’ornarsi di fronde d’alloro.

ANNA CAPPELLA