Notti delle mille e una notte

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Nagib Mahufuz
Notti delle mille e una notte.

A cura di Anna Cavestri 

Il libro ha inizio da quando il sultano Shahriyar prende in sposa Shahrazad. (Dalla fine delle mille e una notte ) Nonostante il sultano sia rimasto ammaliato dalla bella Shahrazad, il suo cattivo carattere verso i sudditi non è cambiato.
Il regno è nel caos, la gente è stanca del sanguinario sultano, la classe dirigente è talmente corrotta e non c’è spazio per l’onestà.
In questo clima sultano e sudduti si trovano a fare i conti con la volontà di Allah e con i capricci dei “geni” (come quelli della lampada ), presenze sovrannaturali che improvvisamente compaiono nella vita dei personaggi e che pare non abbiamo nulla di meglio da fare che uccidere i governatori per mano dei sudditi.
Sudditi nei quali è presente già il seme della malvagità, credenti ipocriti e corrotti.
I geni alterano questi l’equilibri smascherandoli.
Questo libro è un viaggio negli usi e costumi del mondo arabo, ogni personaggio è chiamato a compiere scelte estreme, messi alla prova dai geni, tra il bene e il male.
Ogni capitolo è una storia di ascesa o discesa, c’è chi rinasce diventando immortale chi perde se stesso irrimediabilmente.
È un libro di denuncia questo, Mahfuz, denuncia l’integralismo religioso , attraverso i percorsi che fa fare ai personaggi che si trovano a scegliere tra il bene e il male, per la loro salvezza.
Quello che accade ai suoi sudditi , usati come pedine dai geni, con grande spargimento di sangue condizionera’ a tal punto il sultano Shahriyar, che deciderà di cambiare radicalmente vita, lasciando il trono al giovane figlio avuto da Shahrazad.
Interessante la rivisitazione del classico Le mille e una notte.
Questo libro lascia una senso di tristezza, ho come l’impressione che dovranno trascorrere chissà quante mille notti, prima che si arrivi alla saggezza degli uomini.