Note musicali e affreschi, un quadro idilliaco nella basilica Orsiniana

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1858
Duecento anni fa, il 5 giugno 1816, lasciava la natura terrena Giovanni Paisiello, nato a Taranto il 9 maggio 1740, grandissimo compositore nel campo operistico nell’opera buffa e in quella semiseria ma anche in quella seria nella muica sacra e in quella strumentale. Il bi-centario della morte sarà celebrato con un’iniziativa a cura delle associazioni Lecce-Legge e Nireo in collaborazione con il Comune di Lecce.“Da Taranto a Napoli passando per Pietroburgo. Giovanni Paisiello, duecento anni dopo” è il titolo della conferenza che ha tenuto Paolo Isotta, firma storica del Corriere della Sera e ora de Il Fatto Quotidiano e tra i massimi musicologi contemporanei. Isotta in un intervista si esprime così riguardo al mio amico Gilberto Scordari da Martano :  ” organista e musicologo di altissimo livello, scrittore magistrale, latinista e grecista… “. Oggi vi voglio raccontare come ho conosciuto Gilberto Scordari. Come mi capita spesso nelle mie lunghe camminate nel centro storico di Galatina, finisco come calamitato nella basilica di S. Caterina ed ogni volta l’incanto e lo stupore mi sorprendono, come la prima volta che ho visto questa incredibile chiesa. Oggi però, mentre osservavo i musici con le ali, affrescati nel finestrone destro della seconda campata, ho sentito una musica celestiale rimbalzare fra le mure e certamente non potevano essere gli angioletti, ma, muovendo pochi passi, ho scoperto da dove provenivano questi suoni. Mi sono fermato ad ascoltare, rapito dal suono e dallo strano strumento che vedevo nelle mani di Luca Tarantino. Lo strumento, come lui stesso mi racconta, è un chitarrone con ben 14 corde ed il costo spropositato di ben 7000 euro come divertito afferma il musicista leccese. Il chitarrone è uno strumento musicale a corde. È una varietà tipicamente italiana della tiorba, tanto che viene spesso indicata come tiorba romana.Angeli Musicisti Caratterizzato da un piano armonico e un manico di notevoli dimensioni, il chitarrone conta 14 corde o cori, sei montati su tastiera secondo l’accordatura del liuto, e otto a vuoto accordati diatonicamente. Questo strumento italiano ha l’altezza di un uomo. La cassa è quella di un grande liuto ma la disposizione dei piroli è differente. Il cavigliere è ritto invece che ripiegato indietro, sopra di esso il manico continua per considerevole lunghezza e reca in cima un altro cavigliere per i bordoni. Praetorius distinse due tipi principali: il chitarrone padovano, alto oltre 2 m, con otto ordini di corde sulla tastiera; e il chitarrone romano, alto 1,80 m, con soltanto sei ordini di corde sulla tastiera. Le due corde d’ogni ordine sono accordate in ottava. Un terzo tipo, il chitarrone bolognese, era incordato con corde metalliche. Generalmente utilizzato come sostituto del liuto nei complessi cameristici, vi sono esempi anche di intavolature solistiche. In particolare Giovanni Girolamo Kapsberger, Primo libro d’intavolatura di chitarrone, e Alessandro Piccinini, Intabulatura di liuto et di chitarrone (1623). Anche Giulio Caccini utilizzò un chitarrone di avorio per accompagnare il canto. Veniva suonato solo con il pollice, l’indice ed il medio della mano destra. Proprio di Kapsberger la partitura musicale che ascoltavo, ma Luca Tarantino non suonava da solo, ma con l’accompagnamento di Gilberto Scordari, che estasiato suonava l’enorme organo a canne di S. Caterina. L’organo di S. Caterina il più antico sicuramente di Terra d’Otranto e tra i più antichi in Italia ancora funzionante. L’organo di S. Caterina è uno strumento di grande pregio storico, sebbene alterato da interventi posteriori, dal tipico impianto tardo rinascimentale. Collocazione cronologica indicata con precisione dalle cronache coeve infatti nelle cronache del tempo si legge che “Addì 22 di febbraro 1558 fu fatto novo l’organo de Santa Caterina”. Originariamente occupava una cantoria addossata alla parete sinistra della navata centrale la cui sistemazione provocò, al tempo, notevole rovina degli antichi affreschi che ornavano, ed ornano tuttora, le pareti della chiesa. Con l’intento di ripristinare la situazione originaria, i Frati minori fecero demolire, intorno agli anni 30′ del XX secolo, la cantoria e trasferire l’organo nel coro. Lo strumento ha subito nel tempo, specie nel secolo scorso, sostituzioni e aggiunte (manticeria, tastiera, pedaliera, somiere, etc.) che ne hanno alterato la struttura originale. Luca Tarantino si è diplomato brillantemente in chitarra classica a Bologna nel 1993 dopo aver studiato con prestigiosi docenti (G. Gazzelloni, E. Becherucci). Al Conservatorio di Bari, si è poi diplomato in Composizione di Musica Elettronica nel 2002 (A. Di Scipio) e, con lode, in Liuto nel 2004 (F. Pavan), conseguendo poi la specializzazione in Teoria e Prassi del Basso Continuo (R. Vrenna), in Storia della Notazione (D. Fabris, G. A. R. Veneziano), il master biennale in musica antica (università di Potenza, E.Egüez, H.Smith), nonché seguendo specifici corsi di perfezionamento con i maestri R. Lislevand, A. Boufrioua, V. Coelho, R. Cicero, F. Marincola, D. Fratelli, M. D’Agosto, A. Tavolazzi. In parallelo, ha composto e realizzato colonne sonore per balletti, spettacoli teatrali, video, cinema. Per vari progetti discografici e concertistici ha collaborato, in Italia e all’estero, con Ensemble Terra d’Otranto, Angelo Branduardi, Brizio Montinaro, Cappella Theatina, Clogs, Canzonere Grecanico Salentino, Gopher, DJ Gruff, Cappella della Pietà de’ Turchini, David Cossin, Agnese Manganaro, SoundRes, RadioTre, RaiDue. Ha inciso per Velut Luna, Royality, Emi Classic, Brassland-Talitres, ARGO, IRMA Records. Ha pubblicato, in svariate sedi editoriali, studi di carattere analitico. Insegna chitarra presso le scuole primarie di secondo grado ad indirizzo musicale. Ora con l’amico Gilberto Scordari sono pronti a stupire con questo nuovo progetto, pensate la fortuna che ho avuto a beccarli insieme nella loro prima prova insieme in assoluto nella basilica Orsiniana, che spero li vedrà protagonisti di un concerto. Il progetto non si è realizzato ma il nostro organista di fama continua per la sua strada. Gilberto Scordari nato a Lecce nel 1977, si è diplomato col massimo dei voti e la lode in Organo (con il M° Anna Maria Robilotta) ed in Teoria e Tecniche della Composizione (con il M° Enrico Renna) presso il Conservatorio “San Pietro a Majella“ di Napoli. Successivamente, ha frequentato e terminato con lode un Master di perfezionamento in Musica antica presso la Schola Cantorum di Basilea (Svizzera), sotto la guida del M° Wolfgang Zerer. Nel giugno scorso, ha conseguito il Baccalaureato in Teologia presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale (sezione San Luigi) di Napoli, con una tesi sul rapporto fra alcuni brani organistici di Bach e la Bibbia. Tiene regolarmente concerti come solista in tutta Europa ed è continuista in diversi ensembles di musica antica (Gilles Binchois, Li Sacri Cornetti) ed in cori internazionali (Maîtrise de la Cathédrale de Strasbourg, Pétits Chanteurs Limousins).Gilberto Scordari E’ risultato vincitore e finalista in diversi Concorsi organistici e di Composizione. Nella Basilica dei Santi Apostoli di Roma, dove nel luglio scorso ha registrato con la Maîtrise de la Cathédrale de Strasbourg un CD sulla musica vocale francese dei secoli XIX e XX. Proprio nel 2014 ha lasciato Roma e ha deciso di tornare nel Salento e imbarcarmi nell’avventura (faticosa) di fare il musicista nella terra natìa. Il risultato di questo lavoro è stata la nascita dell’Associazione AREMU ( in griko significa “Chissà” ) di cui risulta Presidente, con essa promuove sul territorio due Festival: MARETERRA e SUONI DELLA GRECìA, entrambi dedicati alla riscoperta di pagine inedite della musica antica e moderna ( soprattutto salentina ) in dialogo con la storia, la cultura e l’architettura del Salento ( e della Grecìa ). Nel frattempo, continua a suonare come solista in Italia e all’estero (Messico, Francia, Svizzera, Olanda) continuista dell’orchestra “Santa Teresa dei Maschi”, la più importante orchestra barocca di Puglia, diretta da Sabino Manzo. Con loro è attivo un progetto di promozione della musica di Bach in Puglia nel maggio scorso sono state eseguite due Cantate di Bach a Melpignano per la prima volta nella storia del Salento. Parallelamente Gilberto Scordari svolge anche attività di ricerca: in febbraio ho pubblicato con la sua Associazione una nuova edizione analitica dei “Fiori Musicali” di Frescobaldi, che sta riscuotendo molto successo ai più alti livelli degli esperti nel settore. La pubblicazione è molto singolare perché raccoglie non solo la partitura, ma anche l’analisi compositiva dei brani e il CD audio: il tutto raccolto in una preziosa cartellina realizzata a mano dal cartaio Andrea De Simeis, collaboratore in AREMU insieme al violinista sponganese Luca Alfonso Rizzello. In basso potete ascoltare la musica celestiale che ho potuto ascoltare quel giorno. Progetti per il futuro: regalare al Salento la costruzione di un organo in stile barocco tedesco… Ma è un sogno che non so se vedrà la luce prima della mia morte… Insomma aspettiamoci ancora tanto da questo bellissimo fiore musicale della nostra terra, che come Paisiello vuole lasciare traccia della sua musica ai posteri.
Raimondo Rodia