20001 luoghi d’Italia: Norcia, la città sabina

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A qualche anno dal brutto terremoto che ha falcidiato l’area al confine tra Marche, Lazio, Abruzzo e Umbria, Loscrivodame e @Ladolcevitaly visitano Norcia.

La cittadina fu fondata dai Sabini a ridosso dei Monti Sibillini. Secondo gli storici il territorio fu abitato sin dal neolitico, anche se le prime testimonianze sulla continuità dell’insediamento risalgono al secolo VIII a.C.

Norcia
Foto di Lavalnerina.it

Si sviluppò alla fine del sec. V a.C. e il suo nome sembra derivare dall’Etrusco Norsia (Dea etrusca della fortuna).

Una seconda teoria sostiene che il nome tragga origine da Urso, antico edificatore della città.

L’antica Nursia fu decantata da Livio, Plutarco, Virgilio. Quest’ultimo, nell’Eneide, citò il condottiero dei Nursini, Ufente, a fianco di Turno nella lotta contro Enea.

In effetti la cittadina venne citata per la prima volta nel 205 a.C., quando offrì a Scipione, alleandosi a Roma, alcuni volontari assieme alle città di Rieti e di Amiternum, nella la seconda guerra punica. Divenne poi col tempo prefettura romana.

Nel Medioevo grande funzione ebbero i monaci Benedettini.

Ancora oggi a ridosso delle mura di cinta completamente intatte della cittadina sorgono le “Marcite”. Queste sono zone in cui l’acqua, raccolta e redistribuita attraverso un intelligente sistema di canali inventato dai monaci Benedettini verso il 400-500, allaga in maniera continuativa e controllata per gran parte dell’anno ampie zone di terreno. Tutto ciò consente la raccolta di un fieno abbondante. In sistema ingegnoso cui la storia di Norcia deve molto.

Il segreto della Basilica di San Benedetto

La Cattedrale di Norcia
Foto di Fineartamerica.com

Nella Basilica di San Benedetto (nella Piazza principale di Norcia), tutti i giorni alle 19,45 (puntuali), un monaco Benedettino, si avvicina silenziosamente alla scala che porta nella cripta, delimitata da un cordone rosso, cercando di passare inosservato.

Si tratta di un momento Sacro, speciale, solo per “chi sa”, non per turisti. Il monaco entrando nella basilica, deve avvicinarsi alle scale che si trovano sul lato sinistro, vicino al cordone rosso e aspettare.

Il segreto della cripta è conservato gelosamente dal monaco “con le chiavi” il quale, cercando di non attirare l’attenzione, si avvicinerà alla scalinata che scende nel cuore della basilica. In quel momento si svolge la “Compieta”.

Quando sposterà il cordone rosso per scendere le scale dovrete chiedergli il permesso per partecipare, in caso di risposta affermativa il monaco con le chiavi aprirà le porte della cripta, per chiuderle poi subito dopo di voi. Le porte della cripta resteranno sigillate per l’intera durata della celebrazione, circa trenta minuti.

La Compieta è l’ultima preghiera della sera, è recitata in latino e accompagnata da canti Gregoriani. La giovane comunità di monaci Benedettini di Norcia la dedica al santo Patrono d’Europa prima di ritirarsi nel monastero per coricarsi, per poi riprendere il mattino seguente alle 4,30 con il “Mattutino”.

A dire di chi l’ha provato l’insieme del contesto fatto di colonne romane in pietra, volte a crociera, luci delle candele, silenzio rotto soltanto dalla voce dei tredici monaci, insieme agli sguardi serafici di questi, lascia di stucco.

Castelluccio e la sua natura, oltre ogni avversità

Castelluccio di Norcia
Foto da Castellucciodinorcia.it

Norcia si trova anche nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini, per questo, con lo spirito di chi vuole dare una mano alle popolazioni duramente colpite dal terremoto dello scorso anno e con la curiosità e la voglia di fare propria la vista di uno spettacolo incantevole non si può fare a meno di ammirare lo spettacolo naturalistico offerto dal Piano del Castelluccio. Infatti, qui, nascosto tra le cime dei Monti Sibillini si trova il più grande altopiano carsico d’Europa, un luogo ricco di suggestioni, storia e magia, natura.

Salendo in quota si scoprono le creste delle montagne che circondano la Valle di Norcia. Finita la lunga salita, la strada comincia a scendere e scendendo dalla macchina si gode di una vista magnifica, a dir poco unica.

Questo altopiano ad ogni stagione muta i suoi colori, i profumi e gli abitanti, dato che I visitatori di questo luogo arrivano da mezzo mondo, ognuno con un proprio sogno, con una aspettativa speciale.

Qui, nel periodo preistorico, c’era un lago. Ora questo luogo è un paradiso per chi vuole fare sport out-door come mountain bike, deltaplano, parapendio, sci di fondo, trekking a piedi e a cavallo, ovviamente nel rispetto della natura, dei luoghi e delle popolazioni locali.

Qui sono stati girati film, spot e video musicali mozzafiato. Non tanto distante da qui piccoli laghetti nascosti in una valletta lontano da tutto e da tutti: i Pantani di Accumoli.

Pantani di Accumoli
Foto da Scoop.it

Un luogo magico dal colore verde smeraldo nella stagione estiva. La natura offre anche una fauna di altri tempi, coi cavalli allo stato brado, con i loro puledri, che si muovono in libertà e le mucche di razza Chianina che pascolano liberamente nelle distese. Ovviamente non manca lo sport invernale con gli sci da fondo.

I sentieri e le indicazioni rendono questi luoghi accessibili un pò a tutti con la giusta attrezzatura.

I riti il folklore

La città di Norcia è conosciuta per i suoi riti e appuntamenti folkloristici che durante tutto l’anno fanno rivivere vecchie tradizioni. 

Dal rito della Pasquarella, nei primi giorni dell’anno, alla festa di San Benedetto il 20 di Marzo. I riti primaverili come il Pianta Maggio e la Fioritura dell’Altopiano di Castelluccio. E ancora i riti invernali tra cui i fuochi de li Fauni del 9 Dicembre.

“Norcia, in #Umbria region, one of town that has been hit by several earthquake during the past year.

In the picture you can see the Basilica of San Benedetto, one of the oldest symbol fo Christianity in Italy which has now sadly gone because of the terrible earthquake.

The church was built over an earlier Roman building in the 13th century and has been restored several times since following earthquakes.

The façade of the church, which is the only part saved by the last earthquake of this morning, has a gothic portal and several sculptures that adorn the lunettes, which contain statues of St. Benedict and St. Scholastica. The bell tower, which has now fallen, was supported by the polygonal apse.

The church interior had a Latin cross form and it was still possible to see various elements of the original Gothic style, such as the pointed arch.

On the altars there were some notable paintings, such as the “Resurrection of Lazarus”, by Michelangelo Carducci (a local painter, 1515 – about 1574), and also the “St. Benedict and Totila”, painted by Filippo Napoletano in 1621 or 1623.”

Norcia e i suoi grandi prodotti culinari

Norcia è nota in tutto il mondo oltre che per essere una meta turistica conosciuta in ambito storico e naturalistico, per via della qualità della sua offerta eno-gastronomica. Si tratta di una cucina fortemente legata alla tradizione e ai prodotti genuini e tipici, poco influenzata dalle nuove tendenze culinarie da cui attinge solo nella miscela degli alimenti mantenendo la tipicità dei prodotti.
 
D’altronde Norcia non ne ha bisogno avendo dalla sua tanti prodotti tipici come le lenticchie di Castelluccio, il farro, il tartufo nero pregiato, i formaggi tipici come il pecorino e la caciotta di Norcia, La roveja, trote fario, carni fresche di maiale, chianina e cinghiale, frutti di bosco e funghi, ma soprattutto, la “norcineria“, nobile ed antica arte della lavorazione della carne suina che ha origine nel 1200 e che ha reso la città umbra famosa in tutto il mondo.
 
Gastronomia di Norcia
Da Bella Umbria
In particolare tradizione vuole che furono gli ebrei arrivati in Valnerina dopo la distruzione di Gerusalemme ad inventare ed elaborare la tecnica di conservazione della carne di maiale.
 

I motivi furono religiosi, non potendo mangiarla, dovevano conservarla per poterla commerciare. E così tra il XII e il XVII secolo ci fu un forte sviluppo dei mestieri legati alla trasformazione di carni suine e, fra questi comparve la figura del “norcino”. che, come dice la parola stessa, nacque in queste zone.

Col tempo tali professionisti si organizzarono in corporazioni o confraternite, andando a ricoprire importanti ruoli nella società del tempo e creando nuovi prodotti di salumeria. A Bologna nacque Corporazione dei Salaroli, mentre nella Firenze Medicea nacque la Compagnia dei facchini di S.Giovanni.
 
Anche Papa Paolo V, con bolla del 1615, diede via libera alla Confraternita norcina dedicata ai santi Benedetto e Scolastica. Dopo appena otto anni Gregorio XV elevò questa associazione ad Arciconfraternita, alla quale nel 1677 aderì anche l’Università dei pizzicaroli norcini e casciani e dei medici empirici norcini.
 
Insomma i Norcini divennero un’istituzione. La loro attività si svolgeva solo in inverno quando venivano uccisi i maiali.
 

I Norcini lasciavano le loro città (Norcia, Cascia, Bologna, Firenze, Roma) ai primi di ottobre e tornavano ad inizio primavera,, quando si trasformavano in venditori di paglia o d’articoli d’orticoltura.

La figura del norcino è rimasta salda fino a dopo la seconda Guerra Mondiale. La comunità più numerosa di norcini si trova attualmente di Roma dove ha sede l’associazione civile istituita nel 1623.

Da quel momento Norcia e le carni si sono legati indissolubilmente e la salagione, la stagionatura di prosciutti, capocolli e salsicce è diventata una specialità degli abitanti di Norcia da cui è nato l’appellativo di ”Norcineria” dato all’attività e di “Norcino” fato al mestiere.

Ai nostri giorni a Norcia si produce ancora un ottimo prosciutto crudo, capocolli, spallette, lonze, pancette e guanciali; tra gli insaccati ci sono i salami ciauscoli, coppe e salsicce, prodotte anche con carne di cinghiale.

Un altro ruolo di rilievo nella gastronomia locale ce l’ha il tartufo. Le prime notizie al riguardo compaiono nella Naturalis Historia di Plinio il Vecchio.

Nel.I secolo d.C. il.filosofo greco Plutarco di Cheronea ebbe l’idea che il magnifico fungo nascesse dall’azione composta dell’acqua, del calore e dei fulmini. Da questa particolare teoria.molti poeti come Giovenale spiegarono che l’origine del fungo si deve ad un fulmine scagliato da Giove nelle vicinanze di una quercia (albero sacro al padre degli dèi).

Da questa teoria nasce l’idea che il tartufo sia in qualche modo afrodisiaco, essendo collegato al vigore sessuale di Giove.

Alfonso Ceccarelli, scrisse un libro sul tartufo, l’Opusculus de tuberis (1564), in cui si evidenzia come dall’antichità si riteneva il tartufo un alimento magico per via del suo sapore in grado di donare estasi.

La passeggiata delle Marcite

La facile passeggiata delle Marcite è tutta in piano, è un viaggio tra natura e cultura adatta alle famiglie ed ai più piccoli. Camminando tra una fitta rete di canali d`acqua, si scoprono antichi mulini e le antiche praterie perenni realizzate dai monaci benedettini. 

Si parte da Porta Romana, la più importante delle porte d’accesso di Norcia. Lasciata la porta alle spalle si prosegue diritto per ca. 30 m., per poi, all’altezza del tabellone con la mappa della città, svoltare a sinistra per scendere al parcheggio e seguendo il percorso arrivare alle Marcite. Proseguendo sulla sinistra, dopo aver oltrepassato alcuni ruderi, si svolta a destra in prossimità di un piccolo edificio rurale con orto annesso. Proseguendo ancora lungo il percorso si raggiunge l’antico mulino ad acqua a pale orizzontali, oggi ristrutturato ed aperto su prenotazione. Dopo la visita si attraversa il ponticello in legno e si volta subito a destra per attraversare il prato fino a raggiungere la strada sterrata sopraelevata, da qui si sale a sinistra. Si prosegue sempre dritto fino alla Chiesa della Madonna di Cascia, e si conclude il giro grazioso e di grande interesse.

La strada sull’ex ferrovia

Dai rigagnoli che scorrono tra i terreni lavorati dai contadini nasce il fiume Sordo. Qui una volta passava un piccolo trenino a vapore che collegava Norcia a Spoleto. Oggi il percorso ferrato è diventato una strada silenziosa,da dove ammirare una natura colorata e maestosa.

A piedi o in mountain bike si può partire per fare un semplice giro immersi nel verde. Oppure andare oltre, partire per vere e proprie escursioni, arrivando a scoprire ponti romani, gallerie scavate a mano nella roccia, scorci e panorami fantastici. Lungo il percorso non c’è solo natura ma si scopre la vita agreste dell’Umbria.

Spesso si vedono i contadini al lavoro nei campi, piccole mandrie di chianine con i loro vitelli. Più in la, lungo il fiume, si vedono gli allevamenti delle trote del Nera anche queste molto ricercate. Il percorso si presta a tante attività sportive all’aria aperta e arriva ad una lunghezza massima di 50 Km.

La ricca vegetazione lo rende piacevolmente percorribile anche d’estate, quando il sole diventa più forte.

Il rafting sul fiume Nera

Fiume Nera
Da ungiornodifesta.com

Lungo il fiume Nera, a bordo di un gommone con una guida-istruttore, arriverete in luoghi raggiungibili soltanto via acqua. Un paradiso per il rafting.  La discesa è tranquilla, adatta a famiglie e gruppi di amici. Per chi desidera qualche brivido in più, per chi ha già navigato e ha confidenza con il fiume, consigliamo la discesa in canoa. Chiunque può’ provarlo a soli 6 km da Norcia tra marzo e ottobre.

Che dire, un posto dal fascino incredibile. Visitatelo con rispetto e curiosità e le popolazioni di questi luoghi martoriati  non potrranno che gioirne…Fede

Foto con relativi accrediti e testo in inglese tratte da pagina autore Instagram  @Ladolcevitaly