Non sono mai nata

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Non sono mai nata. Nata per davvero

pur se il capo mostra capelli bianchi.

rughe a contorno degli occhi,

pupille spente su abissi di speranza.

Non sono mai nata. Nata sino in fondo

per scavare la terra con le mani,

per gettarmi nelle onde dove l’azzurro sprofonda,

per rincorrere il vento invaghito delle foglie,

delle farfalle libertine e svampite.

 

Non sono mai nata. Venuta al mondo in veste di donna,

Fantasiosa, ribelle allo scorrere dei giorni.

Gli anni sono passati

come burattini di latta dentro una stanza quadrata,

come ghirigori di una diagnosi a barre.

Non sono mai nata.

Sbocciata dal muschio acrobatico della tundra.

Tenuta sotto vetro

per paura che qualcuno mi potesse rubare.

O amare all’inverosimile

come ogni creatura desidera essere amata.

 

Non sono mai nata anche se destinata a morire.

Nel cuore porto scatole vuote, deliri mai confessati,

brandelli di emozione che hanno riempito d’aria i polmoni.

Lacrime che ancora tintinnano, appaiono

quando i ricordi lacerano il presente.

Quel treno rincorso invano.

Quella voglia di libertà umiliata, derisa.

Quella nostalgia di vita che fuoriesce dalle righe

come pagine mai sprecate di felicità.