Nicola Rubino è entrato in fabbrica

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Francesco Dezio
Nicola Rubino è entrato in fabbrica.

A 30 essere senza lavoro è piuttosto normale ma non è sempre una scelta.
Nicola ci prova in tutti i modi a trovarlo, tenta di entrare in fabbrica, si sottopone ad uno stage, che dovrebbe sfociare in una assunzione, ma non è detto.

La vita in fabbrica è dura, la catena di montaggio può essere pericolosa, è alienante. Ma l’obiettivo è un’ assunzione.
Nicola non si fa andare tutto bene, si lamenta, si rende conto che gli operai sono sfruttati, che le condizioni di vita dentro la fabbrica sono insalubri e insicure.

I suoi compagni di stage non si lamentano e per questo piacciono ai dirigenti e diventano leader.
Nicola cerca la solidarietà dei compagni senza riuscirci. E non piace ai capi soprattutto, anche se il lavoro assegnato lo fa.
È un romanzo di denuncia, con i dialoghi in dialetto, una scrittura molto interessante e ricca.

Il percorso dello stage si rivela lavoro non retribuito, lavoro a tutti gli effetti.
Ritmi massacranti, spersonalizzazione, ma l’obiettivo rimane essere assunti.

Una panoramica precisa e attenta al lavoro duro in fabbrica e alla vita dei lavoratori che entrano a far parte di un sistema che ha come obiettivo la produzione e non i diritti dei lavoratori.
Anche il sindacato non riesce ad avere molti adepti, la paura di perdere il lavoro non permette a nessuno di lamentarsi.
Quelli come Nicola sono in netta minoranza.
Una storia molto interessante che fa riflettere molto.

Anna