Nelle sue ossa

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Maria Elisa Gualandris
Nelle sue ossa

In una ridente cittadina del lago Maggiore, Pallanza, sdraiata in parte sul lago e in parte su una bella collina piena di ville d’epoca e di bella vegetazione è ambientato questo giallo.

Durante una passeggiata lungo il lago, Benny, giovane giornalista precaria di un giornale locale, vede davanti a Villa Camelia, in fase di restaurazione, un camion dei pompieri. Ci sono movimenti strani che in automatico la portano lì e il suo fiuto investigativo arriva sempre prima della ragione.

Nessuno può dire nulla sul rinvenimento.
Riesce a scoprire che sono state rinvenute delle ossa umane.
Sperando anche di mantenere il suo posto di lavoro, comincia indefessa la sua ricerca per scoprire di chi sono quelle ossa e perché sono state trovate lì.
Azzardando oltre quello che è consentito, il PM a cui è stata affidata l’indagine la liquida invitandola caldamente a non intralciare il suo lavoro, la giornalista Benedetta Allegri si mette al lavoro.

Indaga e attraverso contatti personali, scopre che le ossa appartengono ad una ragazza, Giulia,scomparsa nel 1978.
Uno scoop per il suo giornale che comunque le comunica che devono tagliare sulle spese e quindi anche sul pagamento dei suoi pezzi.

Arrabbiata e delusa per la considerazione del suo lavoro, decide di licenziarsi, ma non abbandona l’indagine, è caparbia, testarda, arriva anche a mettersi in qualche guaio.
Scopre che nello stesso anno è sparito un ragazzo, fidanzato di Giulia, sul quale all’epoca erano caduti tutti i sospetti per la scomparsa di Giulia.

Alla ricerca di un altro lavoro, piena di sconforto e dopo un episodio poco rassicurante che le è capitato durante l’indagine in autonomia, sembra decisa a mollarla.

Ma qualcosa la richiama, la voglia di fare giustizia, aver scoperto cose intriganti del fidanzato di Giulia, aver conosciuto i proprietari della villa? Anche.

Si ritira in biblioteca fino a tardi per cercare sui giornali di quegli anni notizie sulle persone scomparse, scopre che il fidanzato di Giulia aveva frequentato lo stesso liceo che ha frequentato lei e scopre la chiave di lettura, in biblioteca.

Intanto la procura ha fretta di chiudere il caso ritenendo che la ragazza possa essere stata uccisa dal fidanzato, che poi si è dato alla fuga.

Chi lo dava in Brasile chi tra le Brigate rosse.
Nel frattempo c’è qualcosa che non quadra nella vita di Benedetta, il suo rapporto con il fidanzato Andrea, il matrimonio di sua sorella a cui sta succedendo qualcosa, la sua amica del cuore, Viola, cacciata in una triste storia, indagini nell’ indagine a cui non si sottrae, seppur non richieste.

Nemmeno il nuovo lavoro a Milano riesce a tenerla lontana dal ritrovamento di quelle ossa.
E nemmeno minacce anonime e un colpo in testa mentre, pensando di non essere vista, si avvicina dove non dovrebbe.

Riuscirà a fare in modo che si dia un nome a chi ha fatto sparire Giulia e il suo fidanzato.
È un bel giallo, in una bella località dove sembra che non succeda mai nulla, e nasconde qualche insidia nella sua bellezza.
Io che conosco bene la zona in cui è ambientato, che ho frequentato lo stesso liceo proprio nell’anno della scomparsa, mentre l’Allegri indagava, indagavo a mia volta per cercare di ricordare chi era sparito in quell’anno tra i liceali del mio anno, chi era il professore di cui si parla, e tanti altri riferimenti che hanno smosso la curiosità.
Era tutto così credibile!

È una lettura piacevole, con tanta suspence, relativa alla scoperta delle ossa e non solo.
Una storia che intreccia altre storie ben equilibrate.
Una bella scrittura scorrevole, si legge velocemente.

È il primo romanzo della giornalista Allegri ( e della Gualandris che fa davvero la giornalista) , ci sarà un seguito?

Me lo auguro.

Anna