Rimini, la storia del simbolo IS

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A Rimini, in via IV novembre, compare un simbolo, sconosciuto a molti, ma di grande valore storico. È all’interno del Tempio Malatestiano.

Protagonista collegato a questa vicenda è il più grande signore di Rimini, Sigismondo Pandolfo Malatesta. Sigismondo era un grande capitano di ventura che credeva nel vero amore. In particolare quello provato per Isotta degli Atti, figlia di un mercante riminese e quindi fuori dalle logiche del tempo, che prevedevano matrimoni di interesse.

Nel Tempio Malatestiano, una stanza alchemica, creata appositamente per Isotta, prima amante e poi moglie, alla morte della seconda moglie Polissena, dove compare il simbolo IS.

In realtà lo si trova ben 500 volte in tutto il tempio. Il simbolo compare con una I avvolta nella S, come nel bastone di Asclepio o di Mosè, dove il bastone è avvolto dal serpente. Il tutto a profezia dell’evento di Crocifissione di Gesù. 

Ma perché questa scritta SI? Cosa rappresenta?

È un pò un mistero, forse sta proprio per iniziale di Sigismondo, oppure potrebbe voler dire S di Sigismondo e I di Isotta, simboleggiando il loro amore.

Questa varietà di interpretazioni innalza il senso di mistero e rende la situazione ancora più intrigante.

L’amore qui diventa eterno perchè legato al simbolo del bastone di Asclepio, legato ai concetti di guarigione e medicina.

Chi era Asclepio

Ascelpio nella mitologia antica era una sorta di semidio, in grado con le armi delle guarigioni di rendere gli uomini immortali.

Asclepio inventò non solo l’arte di guarire, ma anche quella di resuscitare i morti. Venne ucciso da Zeus, istigato dal fratello Ade che, a causa di Asclepio, vedeva il suo regno spopolarsi.

Asclepio fu oggetto di culto divino specialmente nel santuario di Epidauro. Qui i pazienti venivano curati seguendo le indicazioni dei sogni.

Gli animali del culto di Asclepio erano i serpenti, simbolo di forza vitale. Altri suoi attributi erano le pigne e le corone di alloro.

Il bastone di Asclepio è dunque avvolto dal serpente, simbolo di fertilità e di rinascita (cambio pelle). E questo serpente si erge in verticale, dunque simboleggia la resurrezione.

Il tempio è i suoi simboli rappresentano dunque l’immortalità dell’anima e l’amore eterno.

Is ripetuta….

Is ripetuta più volte diventa IsIs che sta per Iside, Dea femminile che rappresenta il trono, colei che raccoglie la sapienza per eccellenza, unica e universale. Una dea tanto amata dagli gnostici. Sul suo ventre ecco Osiride o Horus che risorge grazie alla sposa divina, madre e sorella insieme.

Il culto di Iside non era mai svanito nei secoli, importato dall’Egitto in epoca romana, fatto proprio dai Cavalieri Templari e dai gruppi gnostici. Un chiaro esempio la diffusione delle Madonne Nere e del culto di Maria Maddalena. 

Isotta è di fatto diva o dea, come scritto nell’epigrafe a lei dedicata, mentre sempre nel Tempio fa la sua comparsa il simbolo della “Grande Madre” ovvero la rosa.

La successione quindi è SI con cui Sigismondo conquista Isotta, IS con cui la assimila alle sue iniziali, ISIS è la loro unione ovvero la Dea Iside, venerata dagli gnostici, che.erano i custodi della scienza antica. Iside era la massima espressione del femminino.

  Infine il simbolo $ è il Bastone di Ascelpio, ovvero lo strumento della medicina con cui si può guarire e diventare immortali.

Il Tempio visto dall’interno: misteri e curiosità.

Il Tempio Malatestiano è a navata unica con capriate a vista, quattro per parte. In realtà come disegnò Matteo De Pasti su una medaglia si sarebbe dovuta concludere con una cupola e una copertura a botte.

Al’interno compaiono donne molto belle, avvolte in bei drappeggi ( con tanto di vedo non vedo). Esse hanno piccoli libri in mano a testimoniare la loro conoscenza segreta.

Ecco il quadro che si chiude, per uno dei misteri di Rimini.

L.D.

Fonti:

Dizionario mitologico e dei saperi 

Sergio Succu e Isabella Della Vecchia Luoghi misteriosi Rimini, giro della città in 53 segreti