Nei miei panni

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Ogni tanto mi imbatto nel sapientone di turno, quello che sa sempre cosa farebbe, al posto tuo, quello che elargisce consigli non richiesti sulla tua vita. Quello che della “tua” vita sicuramente ne farebbe un capolavoro, ma non della sua, no.
Perché lui, al posto tuo, adesso sarebbe già affermato, perché lui, sempre al posto tuo, sarebbe già arrivato fin lì su o, per lo meno, ci avrebbe provato, ma sicuramente ci sarebbe riuscito.
“Perché vedi, forse tu sei troppo umile, hai pochi obiettivi, hai poco polso, hai poche palle , hai la testa vuota, hai dei grilli che ballano assieme ai neuroni”.
Ecco, a volte ti imbatti in questi esseri, che mi ricordano la sorella di Napoleone, Paolina Bonaparte che, distesa languida su un divanetto, amante dello sfarzo, dava ordini alla servitù, mentre, di consueto, filosofeggiava sulla vita , senza però aver mai mosso neppure un alluce del suo pallido e marmoreo piede.
Bene, anche questa volta, signori, avete detto la vostra, perché è facile essere vincenti nei panni degli altri, quando poi, nei nostri, non permettiamo a nessuno di entrarci, neppure di misurarli appena, giusto per
toccarne la morbida stoffa.
I miei orecchi hanno ascoltato, le mie membra hanno capito, vi ringrazio per il sermone; l’ho trovato commovente, peccato sia poco convincente, a tratti allucinante, alla fine accattivante.
Grazie, vi farò sapere.

Giorgia Linho