Napoli e quel panaro solidale ai tempi del Covid-19

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Nella foto in evidenza: Il cesto usato per prelevare e rifornire i passanti

“A volte penso che Napoli possa essere ancora l’ultima speranza che resti alla razza umana” parole che suonano quasi profetiche quelle scritte da Luciano De Crescenzo nel lontano 1977 in “così parlò Bellavista”

Luciano oggi non c’è più, è scomparso un anno prima di questo pazzo 2020 e chissà che avrebbe detto di questa pandemia dove uno spiraglio di luce viene proprio dalla sua Napoli. Quarantatré anni fa sempre nel suo romanzo, De Crescenzo parlava anche di “uomini d’amore e uomini di libertà”.

Oggi ai tempi del coronavirus vi parlerò di uomini d’amore e uomini di scienza.

Luciano De Crescenzo

Iniziamo dai secondi : Il Dottor Paolo Antonio Ascierto, medico campano che lavora al Pascale e al Cotugno di Napoli il quale ha avuto l’intuizione di utilizzare un farmaco anti artrite che oggi viene usato per curare i pazienti afflitti da corona virus e oggetto di studio per un eventuale vaccino per il Covid-19. Più precisi approfondimenti scientifici però potreste trovarli altrove, non sicuramente sul mio blog che si occupa di turismo campano e napoletanità.

E allora parliamo della prima categoria, gli “uomini d’amore”. Siamo verso la fine di marzo la quarantena qui in Campania è iniziata da una ventina di giorni. Le strade appaiono deserte, non c’è più il brulicante passaggio di persone e turisti che normalmente affollano il centro storico. Non ci sono quindi più gli artisti di strada, non c’è più fonte di guadagno per loro. Ma ci sono, ed aumentano i senza tetto, i poveri e i nuovi poveri.

Angelo Picone detto ” o capitano” e Giuseppina  Andelora, detta “perzechella” marito e moglie condividono insieme ideali di solidarietà e lavorativi attraverso le loro associazioni culturali. Fu cosi che uno dei coniugi incontra un amico sotto casa, un conoscente ma comunque un volto noto. Lo chiamiamo “-Baldo” . Baldo notoriamente è una persona allegra. è una persona colta, parla quattro lingue. Baldo era uno stewart che in questa nuova  crisi  economica ha perso il lavoro. Baldo alla fine si confessa con gli amici, i volti noti di un centro storico che era solito frequentare e racconta della difficoltà che sta avendo nel reperire cibo.

Le mense pubbliche, quelle della -Caritas e delle varie congregazioni religiose infatti stanno chiudendo una dopo l’altra a causa delle nuove restrizioni. Affollare queste mense può diventare molto pericolo, per chi ci viene e per chi si offre nel dare aiuto.
L’incontro scuote molto i coniugi, di persone come”Baldo” per strada ce ne sono tante che non sanno più dove andare a mangiare. La soluzione alla fine la trovano e l’ispirazione viene da vicino casa, lì a due passi dal vicoletto Santa Chiara c’è la casa di Giuseppe Moscati, il medico canonizzato Santo nel 1996 famoso per le sue opere di beneficenza, nella cappella a lui dedicati nella chiesa del Gesù nuovo si può ancora leggere il suo motto ” Chi non ha prenda , chi ha metta” …e in una città come Napoli dove fede e tradizioni sono ancora molto vive e sentite, non è stato difficile quindi unirle creando un  “panaro solidale” ossia un cestino che  i napoletani usano calare dai propri balconi per prelevare la spesa, a cui è stato applicato un foglio con la frase di Moscati.

Una sorta di esperimento andato a buon fine grazie alla solidarietà dei tanti napoletani che ogni giorno vedendo quel cestino calato lasciano una donazione.

Oggi, a un mese di distanza, il panaro gode di un successo straordinario! Passanti, salumieri, fruttivendoli lasciano ogni giorno qualcosa al suo interno. Addirittura Giuseppina racconta che mediamente lei cucina un chilo di pasta con le verdure al giorno (tranne la domenica che Angelo fa il ragù) e comprese le altre regalie riescono a mangiare 6/7 persone al giorno. La notorietà del panaro arriva fino in Cile dove viene elogiato e copiata l’iniziativa. A Tal proposito, durante la mia intervista Chiedo ad Angelo e Pina come ci si sente ad essere prima protagonisti e poi in un certo senso copiati e loro mi rispondono quasi ad unisono “noi non ci siamo sentiti copiati ma condivisi” e la condivisione di questi sentimenti d’amore in un epoca così triste di avidità e chiusura è una delle cose più belle che possiamo trovare e provare…

PS a proposito di condivisione, il panaro è arrivato in America e perfino Madonna su istagram condivide la notizia elogiando l’umanità degli italiani!

Dott. Fabio Comella
Guida Turistica per la Regione Campania

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