Mostarda mantovana

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Ben ritrovati a “Mi mangio lo stivale”, la nostra rubrica dedicata alla cucina regionale. La cucina regionale italiana è tradizione e cultura e va salvaguardata e diffusa. Questo è il nostro concetto. Non vanno disperse queste tradizioni. Oggi non ci occupiamo di una vera e propria ricetta, ma di una salsa: La Mostarda mantovana. Dunque una salsa tradizionale del mantovano, un condimento particolare, in grado di arricchire soprattutto piatti di carne.

Mostarda mantovana

È un contorno ideale per la carne, soprattutto i bolliti, ma per chi ama sperimentare anche per altri piatti. Difatti anche chi non mangia carne la utilizza come contorno, ad esempio per i legumi.

Filosofia: Onnivori, vegetariani, no vegan

Regione di origine: Lombardia 

Ingredienti

600g di mele poco mature;

600g di pere anch’esse poco mature, possibilmente passacrassana, un tipo di pera antica diffusa soprattutto, ma non solo, in Francia;

500g di zucchero;

Da 8 o 9 gocce di essenza di senape naturale per ogni kg di mostarda ( l’essenza la si trova anche online, io l’ho trovata su Amazon, o meglio ancora in negozi specializzati).

Procedimento 

Dopo aver sbucciato e pulito la frutta dai torsoli, la si taglia a fette e la si mette in una ciotola. La si copre di zucchero e la si lascia macerare per 48 ore.

Dopo 2 giorni sul fondo della ciotola si è formato uno sciroppo. Lo si mette in una pentola e lo si bolle per alcuni minuti e ancora caldo lo si versa sopra la frutta. L’operazione va ripetuta nei due giorni successivi.

Alla fine il tutto va messo in una padella a cuocere a fuoco lento così da asciugare il composto. Dopo aver fatto raffreddare il tutto si aggiungono le gocce di senape, si mescola per un po’ e si inserisce il composto in dei vasi che vanno sigillati.

Un metodo antico da cui ricavare un condimento gustoso e originale.

L.D.