Montefiore e il Santuario della Madonna di Bonora

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Nella Valle del Conca, una delle due principali valli dell’entroterra riminese, in Romagna, spicca una struttura imponente, baluardo difensivo dei Malatesta: La rocca di Montefiore.

Rocca di Montefiore

Ma l’area di Montefiore si trovano luoghi di grande importanza storica e spirituale, uno di questi è il Santuario della Madonna di Bonora. Si tratta di uno dei santuari dedicati alla Madonna più importanti dell’area riminese, situato su un crinale alberato e poco abitato che scende verso la conca del Ventena.

Lo si vede spuntare, con il suo basso campanile e le pareti intonacate di arancione, con all’interno un antico e bell’affresco della Madonna, ben conservato. Un bosco di platani, tigli e ginestre separa il santuario dal paese di Montefiore.

A collegarli un percorso, via Cella di Bonora, con a fianco le quindici cellette, ognuna delle quali raffigurante un mistero del Rosario. Queste celle sono state donate da famiglie della valle devote alla Madonna di Bonora.

Lì vicino Piazza della Libertà, la parte fuori mura di Montefiore. Dalla grande Porta Curina si entra nel vero e proprio borgo. A quel punto di prosegue su Via Roma, tutta in selciato, si passa il Municipio e a destra di trova la Chiesa di San Paolo, posta all’angolo con via XI febbraio. Un edificio rossastro, squadrato e rozzo. Una Chiesa semplice e storica, risalente al XII secolo e visitabile su richiesta. La chiesa è di interesse storico con il suo portale duecentesco in pietra bianca con in rilievo  l’Agnello mistico. All’interno la pala con la Madonna della Misericordia e Santi, risalente alla metà del quattrocento oltre all’affresco della Madonna del Latte. L’affresco posto nel pilastro dell’arco è opera di Durantino Bernardino Dolci.

Passata la chiesa, ancora più su, lungo via XI febbraio, si va sulla sinistra e si raggiunge la rocca in cima al paese.

Raggiunta la scalinata di sale al castello,  massiccio e ben visibile dalla pianura. Fu importante baluardo difensivo della Val Conca. Dalla rocca si spazia con una vista incredibile, che spazia da Ravenna a Fano, dall’Adriatico a San Marino agli Appennini marchigiani. Si visita la rocca e si ridiscende dalla parte alta delle mura, attraversando Porta del Muro Grosso o delle due Saracinesche.

Scesi poi fino a Porta Curina si riesce dal paese.

La Madonna di Bonora, i suoi miracoli e il Santuario 

Santuario di Bonora

Il Santuario è a circa un chilometro dal borgo di Montefiore Conca ed è sempre aperto alle visite. Le origine risalgono ad un eremita, un laico di nome Bonora Ondidei che intorno al 1400 si ritirò in cima al monte Auro in una cella isolata. Qui fece affrescare la figura della Madonna che allatta il Bambino.

Da questa immagine iniziò nei decenni e nei secoli, a crescere la devozione dei fedeli. Nel 1837 attorno alla cella, venne edificato un monastero. L’interno è a tre navate ed è ricco di decorazioni e fu ristrutturato nei primi decenni del ‘900.

Nel Santuario vi sono quattro altari, di cui quello maggiore è incorniciato da un abside con otto colonne e quattro pennacchi decorati con figure angeliche. 

Nel Santuario sono custoditi numerosi ex-voto. Uno in particolare datato 23 dicembre 1836, che racconta uno dei miracoli della Madonna di Bonora. Sembra che giunse al Santuario un’anziana signora con una ragazza giovane ed inferma sorretta da due canne. Don Matteo del Monte la benedì.

Il sacerdote si recò poi nella vicina Montefiore e quando tornò trovò le due canne appoggiate vicine all’altare. Alcuni testimoni come Don Pietro, il cappellano della vicina Sant’Andrea in Besanigo e il Conte riminese Girolomo Lettimi, raccontarono di aver visto la giovane andarsene con le proprie gambe.

Questo e altri episodi hanno contribuito ad accrescere la devozione del Santuario.

Montefiore e il vicino Santuario sono luoghi dove davvero il tempo sembra essersi fermato. Qui si riscoprono luoghi, fatti, usanze che affondano a secoli addietro.

L.D.