Momenti di sana ilarità nel Carnevale Salentino

1
2118
OLYMPUS DIGITAL CAMERA

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Nel Salento, in questo momento protagonista, finiti lazzi e frizzi di questi ultimi dieci giorni di Carnevale, risulta essere una vecchia con la conocchia in mano. Nei quaranta giorni che precedono la Pasqua cristiana, quello che noi conosciamo come il periodo quaresimale. Infatti dal giorno delle Ceneri, parte il periodo di Quaresima ( da “Quadragesimus”, traduzione di quarantesimo ). Dopo le baldorie carnevalesche, per tradizione ci si reca in chiesa per ricevere sul capo la cenere benedetta, simbolo di penitenza, ottenuta dalla combustione delle palme benedette l’anno precedente. Ma cos’è la Caremma o Quaremma? Una vecchietta brutta ed impertinente che nella tradizione popolare è rappresentata con la conocchia in mano ed un’arancia amara, con sette penne infilzate. Questo fantoccio viene appeso al camino all’inizio della quaresima ed ogni settimana si sfila una penna dall’arancia. L’ultima penna viene sfilata a Pasqua, giorno in cui si butta nel fuoco la quaremma. In alcuni paesi del Salento ancora oggi, si espone ai crocicchi quale monito di penitenza. Arrivata Pasqua la quaremma si distrugge. Si cosparge di liquido infiammabile, le si mette na battaria nculu (una serie di petardi nel di-dietro), e si incendia, saltando in aria e disintegrandosi, tra l’allegria di tutti. Questo ultimo aspetto lo si può osservare ancora oggi a Tuglie, dove come tradizione degli ultimi anni nel giorno di Pasqua, in serata vengono incendiate tutte le Caremme.

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

 

In primis tutte le Caremme che hanno partecipato al concorso salentino organizzato dalla Associazione Ekagra ( siamo ormai alla dodicesima edizione ). Appuntamento per tutti nel grande largo di Piazzale Matteotti alle 20.30. Nel Programma come sempre Corteo, Esposizione e premiazione delle Caremme con il grande falò finale dove finiscono le povere Caremme. A Mezzogiorno di Pasqua, quando risuonano le campane delle tante chiese del borgo antico a Gallipoli invece, si da fuoco alla quaremma, nei vari crocicchi di strada si festeggia la fine del periodo quaresimale, si brinda e si torna a casa contenti di trovare un pantagruelico pranzo pasquale. Il giorno di Pasqua a mezzogiorno tutti i parenti si univano a tavola per gustare il pranzo, tutti vestiti con gli abiti della festa e gustando un pranzo che un tempo era a base di cicorie cotte in acqua e condite con olio di oliva, uova sode, la “marzotica” gustata con fave verdi e non mancava mai la “cuddhura” ciambella con una o più uova sode. Altra tradizione è quella dei panieri formati intrecciando le foglie degli alberi delle palme, questi panieri contenenti a volte cioccolatini li regalavano i fidanzati alle fidanzate che ricambiavano a Pasqua con la “cuddhura”. La palma benedetta, simbolo di pace, si poneva nell’inter-capedine del quadro situato sul letto matrimoniale oppure dietro la porta d’ingresso delle abitazioni per tenere lontane in entrambi i casi le malattie. Il ramoscello d’olivo, invece si poneva in un angolo del campo per proteggere i raccolti.

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Con l’ultima sfilata di carri allegorici poi martedi 9 febbraio a Gallipoli si conclude il carnevale 2016, con i dodici rintocchi del campanile della Con-Cattedrale di S. Agata, una tradizione che rompe i festeggiamenti carnevaleschi ed obbliga tutti ad un periodo, la quaresima, di privazioni e preghiere che porterà al quarantesimo giorno la gioia del Cristo risorto. A Gallipoli Lu Titoru, simbolo del carnevale morto e rimpianto dalle sue mille vedove a causa dell’ingordigia di mangiare le polpette di carne. Poco distante da Gallipoli a Martignano, piccolo centro della Grecìa Salentina si commemora la morte ” dellu Paulinu “, pianto dalle vedove inconsolabili le ” Chiangi-Morti ” le prefiche che con i loro strazianti canti funebri ” I Moroloia ” piangono la fine del Carnevale e del mitico Paulinu. Partecipano all’incontro: lu Paulinu, la Nina Sconza, lu cumpare N’toni, la cummare Licchia, l’angilu Giocondu, lu ziu Peppinu, la papara, la ciuccia e li parenti tutti s’hannu bbinchiati ca mò su 31 anni ca lu Paulinu more ( Traduzione : I parenti tutti si sono saziati che adesso sono 31 anni che Paulinu simbolo del Carnevale muore ). Il Carnevale della Grecìa Salentina, giunto nel 2016 alla XXXI edizione, è una manifestazione collettiva organizzata dal Comune di Martignano, con il patrocinio dell’Unione dei Comuni della Grecìa Salentina e la collaborazione del Parco Turistico Culturale Palmieri e della Proloco “Antonio Martano” di Martignano.