Missione 3 Il valore dell’attesa”

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IL VALORE DELL’ATTESA

Può essere la lancetta dei secondi che ad ogni scatto ripete “se lo è dimenticato”, mentre aspetti alla fermata del nove sperando che almeno “un nove” stia viaggiando con lei a bordo.

Oppure quella settimana passata ad aspettare la telefonata di un sudaticcio esaminatore che con sufficienza, durante il colloquio, ti battezza come il trentasettesimo candidato all’ unico contratto trisettimanale disponibile.

Ancora.
Potrebbe essere quel numero di ore che ti serviranno per capire in quale maniera trasformare uno stato d’animo in una sequenza di parole senza perderne nemmeno una sfumatura, sapendo che “forse” non ci riuscirai,
ma anche che le probabilità rimanga un “forse” restano legate alla costanza e non al caso.

Il periodo di tempo che ti separa dall’obiettivo.

In breve il tema del sei aprile sarà:

“IL VALORE DELL’ ATTESA”

Quindi tutto ciò che l’attesa contiene, la fase di estrema sicurezza come la disillusione, l’aspettativa, i momenti di riflessione, l’euforia lo sconforto, la pianificazione, il freno,la spinta…
Basta così…a voi

Per partecipare o seguire l’evento

Collettivo “Di Versi e Poeti” Missione 3 “Il valore dell’attesa”

Link per scaricare la circolare ufficiale da utilizzare per le affissioni

Clicca qui per visitare la

Pagina ufficiale Collettivo Di Versi e Poeti

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Come lavora il Collettivo

La Missione è semplice.
Voi siete Messaggeri, il vostro amico barista, la tabaccaia con gli occhiali spessi un dito, il gestore della birreria dove passate il sabato sera oppure della trattoria con pranzo ad otto euro, loro sono i Tramiti.
Coinvolgeteli spiegate loro cosa volete fare.

Chiedetegli se potete esporre all’interno dei locali per una volta al mese, la poesia che proporrete
Avete bisogno del loro permesso perchè agiremo sempre e comunque nella legalità e nel totale rispetto della proprietà privata, in quanto l’ obiettivo rimane proporre la poesia non imporla.
Sarebbe un controsenso.

Anche le bacheche ad affissione libera, come quelle delle biblioteche, degli ospedali, dei centri d’incontro, Informagiovani, oratori possono essere vostri Tramiti, ma informatevi sulla reale fattibilità prima di agire.
Niente scritte sui muri, nessuna affissione abusiva, nessun anonimato.
Siamo in Missione, possiamo e dobbiamo esserne orgogliosi, non uccidiamo nessuno se non la routine.

La data delle Missioni è fissata per il sei di ogni mese, il tema verrà fornito con qualche settimana di anticipo, utilizzando la pagina ed il gruppo.
Ricapitolando:
una volta scritta la poesia chiederemo a più persone possibile di esporla e la fotograferemo.
Sarebbe utile scattare due fotografie, la prima inquadrando solo il foglio, per facilitare la lettura dello scritto , la seconda mostrando la circolare nel contesto in cui è stata inserita.

A questo punto non rimarrà che condividere gli scatti sui vari social a cui siamo iscritti ( facebook, G+, twitter, instagram ecc.) , senza dimenticare la pagina ufficiale del gruppo, che diventerà con il tempo una sorta di archivio pubblico.

Iniziate a parlarne, spiegate il progetto a più persone possibile, non solo sui social ma anche e sopratutto “occhi negli occhi”.
Non c’ è, credetemi, modo migliore.

Se come me sentite questa esigenza, vuol dire che ancora non ci hanno addormentato del tutto, quindi che abbiamo il dovere/onore di dare la sveglia.

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QUALCHE VOSTRA DOMANDA

Posso affiggerne una sola circolare?

No, anzi… mi viene da dire “il più possibile”, ovviamente ti ricordo,
nel caso in cui non siano bacheche libere di chiedere il permesso.

Devo firmarla per forza?

Assolutamente no, puoi firmarla con il tuo nome,
con il nome d’ arte oppure lasciarla anonima.
Riguardo luogo e data dell’ affissione sarebbe preferibile segnalarle,
ma ovviamente non è obbligatorio.


Posso condividere solamente mie poesie?

No, la poesia è poesia, se ti ha emozionato, può emozionare qualcun’altro,
per quale motivo tenertela stretta.
In quel caso ovviamente citerai l’autore,
firmando se lo desideri in qualità di Messaggero.

Perchè devo fotografare la circolare?

Per darle maggior diffusione possibile puoi postarla sui tuoi social,
ed ovviamente sulla nostra pagina ufficiale, contribuendo in questo modo a creare
una sorta di archivio delle Missioni.

Posso cercare dei collaboratori?

Certamente, il fine ultimo è la condivisione della poesia,
se conosci qualcuno che può essere interessato al progetto non hai che da invitarlo a partecipare,
spiegandogli obbiettivi e modalità.

Ma in fondo, perchè devo farlo?

Per gli altri e per te stesso.
Perchè avrai pensato ed avrai fatto pensare.
Perchè quel mattino uscirai di casa con il sorriso ed un leggero
sfarfallio nello stomaco, consapevole di essere il portatore di un dono unico.

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Gianluca Sonnessa
Stupefatto vi ho osservato mentre uscivate da tele intrise d'astrazione. Ho mangiato dalle vostre anime, che colando giù dai fogli poggiavano su terre aride ed assetate di parole le loro poesie. Ho seguito con lo sguardo il vostro graffiar la creta, impegnati com' eravate nel donare la libertà a quell'animo intrappolato in una scultura, che ancora non esisteva. Ho prestato a quel sogno i miei timpani, soffocati dai clacson e dalle sirene, per riaverli leggeri e soffiati da note di corde pizzicate e chitarre distorte. Ho velato questi occhi col più gioioso dei pianti, perché sono stato testimone di come avete saputo porgere ad un mondo addormentato il cuore pulsante della creatività, che anco batte protetto da cento, mille, un milione di sterni. Son vostre le costole fatte di penne e pennelli, di legna e pannelli ,di lettere, segni e strumenti. Ed oggi Vi chiedo di unirvi. Non più sotto bandiere o striscioni e restando lontani da fari o gelatine. Vestite soltanto la caleindoscopica luce che guida una mano libera. Rompete il silenzio , fatelo Ora, coscienti d' essere i fortunati cantori dell'arte e mai suoi padroni. Io protetto da questo mantello che fa da sipario e che mi copre le spalle e l'età, sarò al vostro fianco. Guardate la mia maschera e rivedrete i vostri quadri, leggete le righe che ne descrivono i tratti e riscoprirete emozioni nascoste fra le pagine dei vostri racconti. Cercate i miei occhi, protetti dalla nera quiete della curiosità e ritroverete i vostri, assetati di note su pentagrammi. Questa nostra guerra con le penne in pugno, l'unica che non lascia alle spalle morti, portatela all'attenzione dell'umanità. Con ogni mezzo. Per ricordarle che dell'arte, dopo la natura, rimarrà l'unica depositaria.