Mima-digiuno: Significato della dieta che allunga la vita

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Si può riprogrammare l’organismo con il digiuno? Questa è la domanda che il mondo scientifico si pone da tempo. La risposta sembra chiara: Si.

Mettere a tacere i geni dell’invecchiamento si può con questo sistema. Gli animali vivono di più se sottoposti a restrizione calorica , cioè se vengono nutriti con una quantità di calorie inferiore del 30-40%. L’esistenza si dilata nei topi e nelle scimmie. E si dilata non poco, del 30%!!.

Non solo: La salute ne trae beneficio. Si riduce l’incidenza di cancro, patologie cardiovascolari e malattie neurodegenerative come l’Alzheimer e il Parkinson.

E la logica e alcuni esperimenti provati portano a credere che valga pure per l’uomo. Infatti i principi base del metabolismo cellulare sono circa gli stessi nei mammiferi. Quando manca il cibo, le cellule subiscono uno stress.

Esse dicono: «Non ci sono calorie e dunque non c’è energia, non sopravvivo, SOS!». A raccogliere l’allarme nel DNA del nucleo di ogni cellula, sono vari geni , tra cui alcuni della famiglia Sirt (Sirt1-7).

Come reagiscono? Innescano una cascata di eventi molecolari. Sembra infatti che provochino un diverso uso dell’energia disponibile, principalmente per riparare i danni e per sedare gli stati infiammatori.

Dunque, per far vivere di più la cellula, in attesa che il corpo ricominci a mangiare e arrivino calorie dagli alimenti. Sono azioni che hanno un senso comprensibile in maniera intuitiva.

L’organismo cerca di superare la fase di carestia, impiegando l’energia di cui dispone a vantaggio della sua integrità, riparando i danni. Ecco perché i Sirt e gli altri geni che regolano il metabolismo sono chiamati geni della longevità.

Dunque si, come sostiene la teoria Smartfood, scientificamente testata, mimare il digiuno o digiunare proprio per alcune ore durante la settimana avrebbe ottimi effetti su organismo e longevità. Ovviamente con cautela e per poche ore.

Foto da Magazinepragma.com