Milano stazione centrale

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MILANO STAZIONE CENTRALE

 

L’uomo giusto nel tempo sbagliato,

io,

che amo leggere in treno

storie di gente,

anime tangenti

immortalate in bui sottopassi

da finestrini luridamente opachi,

io,

che questa storia dell’alta velocità

mi è indigesta

e in mancanza di treni a vapore

scelgo un regionale,

fermate continue,

Rimini,Forlì,Cesena,Imola,Castel San

Pietro,Castelfranco Emilia,Bologna,

Modena,Rubiera,Reggio Emilia,Parma,

Fidenza,Piacenza,Lodi,

Milano stazione centrale.

Era un viaggio come tanti,

finché non sei arrivata tu

preceduta da fragranze di lavanda

e ingombrante valigia Louis Vouitton.

Siedevi di fronte a me,

leggevi Hermann Hesse,

Narciso e Boccadoro

avvolta in un tubino nero

che prevedeva il porto d’armi,

to-ton,to-ton,to-ton,to-ton,to-ton

mi guardavi sopra il libro,

occhiate che sostenevo a fatica,

sguardi ribelli su binari divergenti,

atti pubblici in luogo osceno.

Tacevo impietrito

dinnanzi ai tuoi occhi

che dicevano di più

abbracciati ai miei silenzi,

credo poi a un certo punto

abbiano fatto l’amore

appesi a fili di rimmel

in un viaggio senza meta

che il tempo obliterava

nelle nostre assenze riflesse.

To-ton,to-ton,to-ton,to-ton,to-ton

-Si avvisano i signori passeggeri

che stiamo per fermare,

Milano centrale,

stazione di Milano centrale.

 

Capolinea

 

E poco importa che

dovevo scendere a Modena,

e poco importa che

c’era lui che ti aspettava,

perché ho visto che

ti voleva baciare la bocca

ma ti sei scansata

e continuavi a guardarmi,

i nostri occhi si baciavano ancora

e continuavano un viaggio giusto

in un tempo sbagliato.

Milano stazione centrale,

era un viaggio come tanti

tra occhi amanti

a prima vista

 

Andrea Castiglioni