Michele Cuppone in ringraziamento fece 1918

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Mi sono sempre chiesto perchè a Tuglie non ci fosse una chiesa dedicata a Sant’antonio di Padova co-patrono insieme a San Giuseppe e la Madonna dell’Annunziata del paese. La risposta l’avevo in casa legata alla mia famiglia. Questa storia voglio raccontarvela per quello che son riuscito a conoscere anche grazie all’aiuto di Marco Donadei. Sapevo che la famiglia Cuppone in particolare Michele Cuppone nonno di mia madre Graziella e quindi mio bisnonno aveva legato ad un ex voto una statua in cartapesta del santo lusitano conosciuto come Sant’Antonio da Padova in effetti il santo si chiamava Fernando ed era di Lisbona.

 

Ma torniamo alla statua in cartapesta che quando ero piccolo si trovava nella parrocchia di Santa Maria Goretti del mio quartiere Aragona ( Raona in dialetto ). Ricordo ancora un episodio, Don Dante Garzia che benedice la casa dove abitavo con i miei genitori in via Vittorio Veneto ed una supplica di mia madre al parrocco per farmi leggere un passo dei Vangeli durante la messa domenicale, lodando le mie doti di buon lettore.

Ricordo ancora che la prima domenica in cui dovevo leggere mia madre era più ansiosa di me e mi vestì di tutto punto ed anche se avevo massimo 10 anni, ricordo che mi fece indossare per la prima volta una cravatta a cui un minuto prima aveva fatto il nodo. Mi accompagnò in chiesa ed io mi sedetti in prima fila con altri ragazzi del catechismo, pronto a scattare all’invito del prete a leggere un passo delle scritture, intanto mia madre si defilò qualche panca più indietro e sedette anche lei in attesa della mia esibizione. Presto arrivò il momento di essere chiamato all’ambone per leggere e non ricordo come andò, ma sicuramente bene, perchè orgogliosamente mia madre mi raggiunse alla fine della messa ed andammo insieme a salutare il parrocco Don Dante.

Mentre uscivamo mano nella mano mia madre si fermò davanti alla statua di Sant’Antonio, fece sottovoce una preghiera e mi fece notare prima di andare via una targhetta posta alla base in legno della statua del santo dei miracoli, il taumatargo per eccellenza, in quella piccola targhetta vi era scritto ” MICHELE CUPPONE IN RINGRAZIAMENTO FECE 1918 “, non aggiunse altro ma gli brillavano gli occhi.

Così ho scoperto il voto del mio bisnonno scritto su di un libretto prodotto dalla parrocchia e scritto da Don Dante anche se in verità essendo il nostro quartiere facente parte del vescovato di Gallipoli il Don ( in forma latina ) veniva sostituita alla greca con Papa Dante ( Papas uguale sacerdote nel rito greco ). Nel libretto uscito nel 1990 nel centenario della nascita di Santa Maria Goretti dal titolo: ” Preghiere al Santo dei Gigli nel mese dei Gigli “, qui vi sono ben due pagine la 25 e la 26, un capitolo intero dedicato al mio bisnonno dal titolo MICHELE CUPPONE IN RINGRAZIAMENTO FECE 1918 proprio come quella piccola targa che quel giorno mia madre mi fece notare.

Ed ecco la storia ” Miracolosa statua di Sant’Antonio da Padova fatta fare da Michele Cuppone dopo la guerra mondiale 1915-18; in ringraziamento per il voto fatto alla partenza per la guerra del figlio Antimo ( mio nonno Gaetano era piccolo per fare la grande guerra ) e dei due generi Saulle Montefusco e Quintino Gnoni. Alla fine della guerra ritornati i tre sani e salvi adempie al voto fatto con la statua del santo alla ditta Cesare Gallucci di Lecce artigiano della cartapesta. La venerata statua era collocata in contrada Aragona in un locale di proprietà della famiglia Cuppone, che per l’occasione funge da cappella del santo.

Nei primi anni il nostro taumaturgo santo, non solo è venerato pubblicamente dai fedeli è anche festeggiato con la villa ( luminarie ) e lo sparo di batterie e fuochi a colori. In quel tempo fu anche deciso di costruire la chiesa per la zona che ne era sprovvista, ma la Provvidenza Divina aveva deciso diversamente: perchè non sarà quello il luogo preciso ne il tempo ne il Santo titolare della chiesa. Sarà in altro tempo, in altro luogoe a un altro santo. Sorta la chiesa di Santa Teresa del Bambin Gesù ( 1934 ) presso l’Istituto fratelli Tommaso e Raffaele Stamerra il nostro santo pur restando nella zona Aragona, viene collocato in tale chiesa. Vi resterà fino a quando non si eseguiranno i lavori di restauro.

Da questo periodo, nuovamente la statua dovrà lasciare la chiesa di Santa Teresa e trovare ospitalità in casa di Cuppone Santa figlia di Michele e sorella di mio nonno andata in sposa ad Ernesto detto Totu Montefusco. Sorta la chiesa parrocchiale di Santa Maria Goretti, nella parte alta di contrada Aragona il nostro Sant’Antonio prende definitivamente dimora in detta chiesa “.

Queste le parole scritte da Don Dante con piccole aggiunte da parte mia. Oggi la statua si trova custodita in casa della famiglia di Marco Donadei, abile restauratore e mastro cartapestaio che ringrazio per le foto e le informazioni sulla statua del santo miracoloso. Il libricino scritto da Don Dante Garzia da cui ho attinto per il racconto era usato anche per la tredicina, supplica e responsorio di Sant’Antonio. Il Rosario sulla statua del Santo proviene da Padova, quando si officiava la messa nella parrocchia, le messe nel giorno del santo erano due la mattina a cura dei Montefusco ed il pomeriggio offerta da Vita Gnoni figlia di Quintino.

Da quando la chiesa parrocchiale è chiusa, la madre di Marco, Maria Luisa ( Marisa ) Scarpa, offre il 13 giugno il pane benedetto nella chiesa di Santa Teresa, oggi la chiesa è intitolata a Santa Giovanna Berretta Molle.

Per chiudere ricordo che il mio bisnonno Michele Cuppone fu il fautore principale dell’arrivo dell’elettrificazione pubblica aprendo una centrale di distribuzione proprio vicino casa ed anche del primo cinema muto a Tuglie. Ma questo merita un altra storia.

Raimondo Rodia