Mi assesto

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Mi assesto
seduta nell’ansa dai fianchi asciutti,
secchi.
I piedi penzuli rimestano l’acqua
frustando il sogno
emulsione di realtà
che cade a filo,
come olio in maionese.
Monto la salsa
attenta
che non impazzisca.
Si potrebbe buttare.
Abbraccio un tondo
senza iniziò ne fine,
un tondo per bloccare un grembiule e due gambe svelte.
Ritmano le quattro gambe della sedia
sulle piastrelle a quadri della memoria…
Torno qui.
Torno con te.
Ti aspetto…


SM tdr 19/12/17