Medici con la M grande, Medici di scienza e coscienza

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Ippocrate

Nicola Baldino era mio nonno, medico chirurgo, ostetrico e ginecologo, curò soldati per 4 anni nella campagna in Russia.

Accadde che giungendo in un luogo cancellato nelle lettere dalla censura del regime fascista, andò a chiamarlo una dott.ssa analoga, russa: un suo soldato -russo- aveva una brutta cancrena e rischiava di morire per setticemia.

Lui corse senza alcun dubbio ad intervenire, corse. Gli tranciò la gamba e grazie ad un soldato italiano dello stesso gruppo sanguigno del ricoverato, gli garantì la vita. I giorni dopo i festeggiamenti furono grandi, con tutti gli onori.

Scienza e coscienza. E’ quella la bussola interna dei medici in fin dei conti. Interconnessa con la forza morale e la possibilità -libera- di seguirla.
Protegge e razionalizza il nucleo pulsante, vocazione ed essenza di un Medico: salvare vite, qualunque vita.

Un Lui/Lei medico ha quel filtro: vede la vita, la vita sana, quella che si ammala, quella morente e cerca di fare di tutto per salvarla. E vede la malattia. E per giunta la morte che è complicata per tutti ma per un Medico di più. Tutto il resto conta meno, è rumore di sottofondo.

Un Medico usa la mente, tutto ciò che sa e con cui ha equipaggiato la sua razionalità e il suo cuore quando si adopera per un paziente. Studia, si domanda, osserva, si confronta con colleghi..è pragmatico e si dimentica di sé.
Costantemente e perennemente al lavoro. Non ne può fare a meno è la sua linfa vitale, istintiva ragione d’essere.

E il Medico è un faro, un guaritore, colui che ripulisce e sistema, un emuntore.

Ma è anche una persona, dal suo cuore pulsa e trabocca l’energia infinita che mette nel curare.
Quelli bravi e forti sono persone delicate, sensibili: se non lo fossero.. come farebbero ad essere empatici? E si ammalano. Si trascurano e si ammalano, si sfiancano e si ammalano, si spezzano dentro e si ammalano.

E a proteggerli spetta a noi. Noi non abbiamo alzato la mano per giurare in nome di Ippocrate ma abbiamo un imperativo categorico morale Kantiano nei loro confronti. Ce ne dobbiamo prendere cura.

Non possiamo permetterci che i Medici si spezzino dentro. Loro si occupano di malati, non di tutto il resto. Devono essere circondati da un clima sereno per attivare cuore e mente nella direzione giusta. In scienza e coscienza.

Non possono essere minacciati, ricattati, censurati, inibiti o sospesi azioni inqualificabili, non armoniche con i fondamentali. E per fondamentali intendo i cardini scritti, frutto di saperi-staffette trasmessi nei secoli da studiosi che hanno anche dato la vita per depositarli nei loro libri (non a caso dai medici definiti sacri, intesi non come magici ma come frutto di un’operosa dignità umana continua) su cui essi studiano formandosi e giurando.

Possono avere idee diverse, scontrarsi tra loro (non troppo) ma non possono spezzare il loro legame interiore tra scienza e coscienza. Intimo, profondo, personale..

Non voglio la frantumazione dei migliori Medici che abbiamo, quelli in cui questo legame è essenza umana della loro persona. In un periodo così difficile essi hanno il sacrosanto diritto a seguire la loro scienza e coscienza. Ogni abuso, direttiva, prepotenza è una violenza inaudita verso questi esseri umani così speciali. Basta. Sono cristalli che rischiano di andare in frantumi. Non possono consigliare o autosomministrarsi niente che essi per scienza e coscienza non ritengano opportuno. In scienza e coscienza personale hanno diritto di farlo o non farlo.

Non possiamo essere ambigui nei loro confronti. La nostra paura non può travolgerli. Se diamo loro le nostre vite in mano, allora dobbiamo fidarci delle loro capacità di vederci persone nella nostra interezza, di leggere i dati scientifici e di interpretare ciò che vedono accadere sotto i loro occhi.

E io voglio essere curata da questo tipo di medici non da distributori automatici che si attivano facendo tintinnare le monetine nell’apposito pertugio. Chiunque di loro che viene obbligato ad andare contro la propria visione personale, qualunque essa sia, ma che è condotta in scienza e coscienza si spezza o se ne va. E noi rimaniamo con un pugno di mosche, con un protocollo in mano.

E cosa avremo ottenuto nell’appiattire la polifonia di visioni di umanità saggia medica? Una casta in un Olimpo che invia sulla terra esecutori senz’anima alla stregua di burocrati?
Avete presente quei grossi robot moderni, gioiello dei grandi laboratori d’analisi, che raccolgono e distribuiscono verso i vari test le provette ematiche segnalate dai tappi colorati per gli esami sanguigni?

Chiudete gli occhi, immaginatevi per un attimo il medico robot e le provette pazienti..
ci piace?

E che dire di tutti quei medici anestesisti in prima linea tra le cui braccia sono morte tantissime persone per una pandemia imprevedibile, per autopsie negate, cure direzionate o semplicemente per impossibilità di gestire l’ignoto male?.

Invece di un premio in denaro risibile perché al pari di una minima vincita al lotto, non sarebbe stato necessario un supporto psicologico pagato con le nostre tasse?.

Questi medici vanno curati…quante ondate dovranno sbattersi ancora sui loro cuori prima che essi si lascino portare, naufraghi senza forze, dalle correnti accettando con anime spente le morti? Un medico fatica ad accettarne una di morte, vi immaginate che violenza hanno subito e continuano a farlo?.

Quante e quali immagini scorrono di notte nei loro occhi?

I Medici con la M grande sono studiosi e si confrontano in gruppi, scrupolosi per natura..caparbi e tenaci, sono persone responsabili e coraggiose, La loro dignità va difesa insieme alla loro integrità..non ci servono altre categorie devastate.

M.E. F.

Ippocrate Foto di S K da Pixabay