Matteo Carecci. Il profumo delle mattine di maggio

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Matteo Carecci
Mattine di maggio.

A cura di Anna Cavestr

Quando si ha la sfortuna di nascere in una famiglia “ sbagliata “, dove non c’è affettività, comunicazione, interesse per i figli, assenza di entrambe le figure genitoriali, “ sbagliare strada “ è quasi sempre una conseguenza.
Così succede a Mark, adolescente protagonista di questo romanzo.

Vive in un piccolo paese, ed è in compagnia di ragazzi allo sbando, un po’ come lui.
Sì trovano in un boschetto fuori dalla vista di tutti e passano le serate a bere e ad usare droghe.
Per poterselo permettere rubano, sono organizzati, oppure capita che Mark contragga debiti con gli spacciatori.

Nemmeno quando lo riempiono di botte per il debito non pagato e torna a casa sanguinando i suoi familiari si preoccupano. È triste Mark, ha una sorella che l’unica cosa che gli ha detto è che lo odia, ed un amico, Ethan, fuori dal suo brutto giro, l’unico con cui può parlare e sfogarsi.

È pienamente consapevole che non può continuare a vivere così, vorrebbe andarsene da lì e ricominciare, dopo aver fatto la maturità. Ma non è facile uscire dalla dipendenza, con l’aiuto di Ethan che lo ospita a casa sua, senza farlo uscire e stando male, malissimo per qualche giorno, riesce a trovare la forza per scappare.

A casa nemmeno se ne accorgono. Va a Venezia, si affitta una casa, comincia a lavorare per potersi pagare l’università.
È solo Mark, con i suoi fantasmi e soprattutto col suo malessere, ha perfettamente chiaro il suo problema e la fatica che fa per non ricadere nell’ abisso è davvero grande.

Non è facile trovare amici a Venezia, lavoro e casa sono tutto quello che ha e ogni tanto finisce per bere. Finisce l’estate e inizia il periodo degli studi, nonostante i tormenti vi si dedica con buoni risultati, ma soffre, è pieno di paure, sente la mancanza della famiglia, della madre e soprattutto e degli abbracci che non ha mai ricevuto.

Gli capita di conoscere Isabel, da tempo la guardava al bar, ma non osava avvicinarsi, la paura di un rifiuto prevaleva. È lei che si avvicina ed è subito un grande amore, per lui sicuramente. La vita di Mark, cambia completamente, tutto gira intorno ad Isabel, un rapporto quasi simbiotico, che lo ripaga di tutto quello che non aveva mai avuto. Sono coetanei, anche lei frequenta l’università, fanno progetti, si divertono, bevono e fanno l’amore. Isabel diventa un pensiero ossessivo.

Non è lo stesso per lei, che a poco a poco prende le distanze, si fa vedere sempre meno, racconta bugie, arriva in ritardo, non è più la Isabel di prima. Sconforto, delusione, malessere travolgono Mark, che si rende però conto che Isabel era una dipendenza. In suo aiuto viene Ethan, col buon senso dell’amico che davvero gli vuole bene, gli fa capire che deve continuare ad andare avanti con le sue forze e senza di lei. Già, facile a dirsi.
Pur contorcendosi nel suo malessere, descritto in maniera precisa e credibile dallo scrittore, Mark riesce ad allontanarla e sbattergli la porta in faccia un giorno che si ripresenta da lui.

Scopre i problemi che Isabel non gli aveva mai detto, non parlando più con lei negli ultimi tempi, attraverso degli scritti su di lui, che gli fa trovare nel giardino di casa. Isabel, nonostante la storia con lei sia finita, rimane la sua ossessione, ogni giorno le scrive in un diario, tutto quello che vorrebbe dirgli, una vera ossessione. A dare uno scossone alla sua vita è l’ arrivo di una persona con una valigia davanti casa sua. Una cosa proprio inaspettata che finalmente porta un po’ di pace nella sua vita, ma le sorprese non finiscono, scopriremo anche che fine ha fatto Isabel.

È un romanzo che non risparmia nulla a chi legge, un intreccio di storie faticose, fin troppo viene da dire in certi momenti. Ma storie così esistono davvero nella realtà e probabilmente l’autore è su queste che voleva porre l’attenzione.
È un libro che analizza bene il disagio giovanile e le famiglie “ assenti “, in forma romanzata ma verosimile.

Anna Cavestri