Matera e gli Airbnb, convivenza non semplice

0
860
Airbnb è una società che mette in contatto chi è in cerca di un alloggio per brevi periodi con chi ha un posto da affittare. Gli alloggi sono disponibili ormai in 65mila città e 191 paesi.
 
La diffusione di questo sistema, per quanto sia utile, finisce per snaturare molti centri storici, che spesso finiscono per essere dei supermarket per turisti affittuari. È il caso di Matera.
 
Al riguardo è passato alle cronache il caso di

Nicola Frangione che comprò la sua casa nei Sassi di Matera per 80 milioni di lire nel 1981, prezzo carissimo per quegli anni. Ora è in vendita a 1,7 milioni di euro. Al piano terra un appartamento creato e affittato ai turisti su Airbnb.

Questo professore ha deciso di abbandonare Matera perché a suo dire il rione in cui abita non si riconosce più. Oltre trent’anni fa, alla fine degli anni ottanta Matera e il suo centro erano un oasi di pace e un gioiello prezioso da custodire.

Il professore è stato uno dei primi a comprare nei Sassi. Investì con convinzione in una casa di tufo in pieno centro storico della città lucana che ormai è nota in tutto il mondo per le sue abitazioni scavate nella pietra e arrampicate lungo il canyon della Gravina.

La posizione invidiabile con una finestra che da sul rione Malve, l’altra sulla chiesa della madonna dell’Idris, scavata nello sperone roccioso della rupe Monterrone. Oggi il successo di Matera ha portato innegabili vantaggi economici  che hanno come altro lato della medaglia la maggior confusione e il turismo indiscriminato.

In questo business locale i ricavi maggiori se li aggiudicano pochi inserzionisti che affittano più appartamenti. Frangione nella recente intervista aggiungeva: “Di questa casa amavo il fatto che fosse tutta aperta, tante finestre e poche barriere. Quando nel quartiere eravamo in pochi, c’era un forte senso del vicinato, condividevamo il cortile e durante le feste mangiavamo spesso insieme. Ci parlavamo dai balconi, senza neanche dover alzare la voce. Amavo sedermi sulla sedia a dondolo nel mio studio, tra i libri antichi, ascoltare un po’ di musica e qualche voce che veniva dall’esterno”.

Ora Matera è diventata un polo attrattivo turistico con tanti bed & breakfast e pochi abitanti.

Inevitabile che l’anima della città lucana si sia persa, d’altronde  il 25 per cento delle case nel centro storico è affittato ai turisti con Airbnb. Qui l’azienda è fortissima ed ha un impatto notevole sul turismo e l’economia della città.

Recentemente tre ricercatori dell’università di Siena: LaStefano Picascia, Antonello Romano e Michela Teobaldi, raccogliendo dati tra il 2015 e 2016 su 13 città italiane, hanno evidenziato la progressiva trasformazione dei centri storici in giganteschi hotel. La conseguenza è che i residenti tendono ad andarsene e i centri storici si trasformano in spazi a solo uso turistico.

Anche altre città anche ben più importanti sembrano seguire un destino simile; a Firenze il 18% delle case del centro sono affittate su Airbnb sono il 18 per cento del totale, mentre nel centro di Roma sono l’8 per cento.

Airbnb è un azienda fondata a San Francisco nel 2008. Fonda il suo successo sull’idea degli affitti peer-to-peer e si è sviluppata in tutto il mondo.

L’Italia è stato uno dei mercati più ricettivi e nel 2015 era terzo al mondo per numero di annunci con 83mila utenti della piattaforma che condividono le proprie case e 3,6 milioni di turisti all’anno.

Tornando a Matera, cosa l’ha trasformata da città di provincia del Sud in uno dei centri turistici più apprezzati in Italia ?

Molto semplice, dal punto di vista turistico quest’area e il vicino Salento hanno avuto una crescita esponenziale a partire dai primi anni 90. Matera in particolare, dopo l’iscrizione nella lista dell’Unesco come patrimonio mondiale dell’umanità nel 1993 e la sua recente nomina a capitale europea della cultura 2019.

Queste nomine e la riscoperta della bellezza e della storia di questi territori hanno avuto, come si diceva sopra, dei risvolti negativi cosi che i pochi abitanti rimasti dopo tanti anni rimpuangano la vita del vicinato di 30 anni fa. Inoltre la trasformazione di Matera in set di molti film da Pasolini agli scenari Holliwoodiani ha dato una spinta ulteriore. 

Anche qui come in altri luoghi ci si lamenta del turismo mordi e fuggi e del fatto che secondo molti il gioco non valga la candela. Probabilmente qualcosa che non va c’è, ma val la pena ricordare la situazione di questi luoghi 40 anni fa quando erano di fato fuori dai radar del turismo.

Quindi si, tutto sommato non bisognerebbe lamentarsi anche se molta gente sottolinea come 

l’affitto su Airbnb frutti solitamente circa 3-6mila euro in un anno ma la gestione risulti faticosa tra pulizie, preparazione e continuo via vai di ospiti tanto che molti iniziano a pensare non ne valga la pena. 

Questo è paradossale se pensiamo che Airbnb è diventata uno dei pilastri della sharing economy, ma a conti fatti sembra che i guadagni condivisi siano pochi, mentre il vero giro di affari sembra destinato a pochi inserzionisti multipli che affittano più appartamenti, oppure mediatori e agenzie immobiliari specializzate.

La normativa di governo, primo tentativo di regolare Airbnb in Italia, impone il pagamento di una cedolare secca del 21 per cento sugli affitti realizzati tramite piattaforme di condivisione. 

Il problema non sembra però riconducibile all’azienda, ma, semmai, alla mancanza di programmazione e visione di insieme, almeno nel caso di Matera. Sviluppare il turismo preservando i sassi, il loro ambiente e le loro caratteristiche sembra essere la vera sfida.

Nel frattempo cresce a dismisura il numero di pub e ristoranti ormai diventati troppi, snaturando la città mentre le altre attività sembrano traslocare altrove. Questo stride un pò con il titolo di capitale della cultura nel 2019. 
E così si cerca qui come in altre città di evitare il fenomeno della gentrificazione e della omologazione e omogenizzazione dei centri storici che diventano tutti uguali e si svuotano diventando una sorta di parco divertimenti sacrificato al turismo di massa.
 
Ancora potrebbe esserci tempo per evitare che Matera possa ripetere in piccolo lo stesso percorso che ha seguito Venezia, sempre più snaturata in nome del turismo standardizzato.
 
L.D.
Lodame servizi