Marisa fenoglio. Mai senza una donna

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Marisa Fenoglio
Mai senza una donna.

Recensione a cura di Anna Cavestri

“Proprio al cuore sono stato colpito, l’organo che pensavo di aver usato di meno.
Non avevo mai visto un ospedale, mi hanno rivoltato come un guanto. …stamattina ho chiesto uno specchio. …” Non si riconosce Nicola, dopo l’operazione al cuore, scopre di essere vulnerabile.
La sua vita ,da quando e’ emigrato in Germania,da un piccolo paese dell’Abruzzo, è stata un crescendo di forza, di successo, di apprezzamenti . Con le sue capacità al di fuori del comune, ha fatto breccia nella fabbrica in cui ha cominciato a lavorare da ragazzo, fino a diventare un capo.

Le sue idee geniali lasciavano di stucco i tedeschi per i quali era diventato un valido collaboratore.
Inimicandosi così i connazionali.
Successo a tutto tondo e donne, tante donne, oggetti di desiderio da soddisfare anche in qualche angolo nascosto della fabbrica in pochi minuti.

Pure matrimoni, case lussuose, frequentazioni alto locate tra la borghesia tedesca.
Sempre un vincente.
Nella stanza dell’ospedale, dove la fragilità prende il sopravvento, rivede la sua vita ed il rammarico lo tormenta.

Era solo, orfano senza parenti quando è partito dall’Italia ed è solo ora, non è riuscito a mantenere amicizie , ha divorziato, non si è fatto una solida famiglia.
Ma quando stava bene non se n’è mai preoccupato.
“Sono tornato uomo libero, con delle pastiglie in tasca, da prendere puntualmente, puoi fare tutto, mi ha detto il dottore, ma “cum grano salis “.
Ma niente è più facile come prima.
Ora si sente il più vulnerabile degli uomini.
Un bel libro, scritto bene, che offre vari spunti di riflessione sulla vita e sulle caratteristiche umane.

Marisa Fenoglio (sorella minore di Beppe ) ha una scrittura piacevole, semplice ma molto densa di significato.