Mareggiata

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Mareggiata”

Di Maria Rosa Oneto 

Il mare arrabatta la sua rabbia.

Trascinando al largo e in secca le proprie onde.

Schiumose divagazioni esplodono in alto per ricadere con fragore su distese di sassi.

Mareggiata senza controllo in quel rullare d’acque che il vento schiaffeggia.

Un sibilo continuo dove l’urlo è tempesta.

Bianco lucente di cresta si abbatte sulla rena e morde, scava, risucchia senza tregua.

Cavalloni puntano al cielo.come mostri preistorici dalla fauci impietose.

Lontano lo schiamazzo risale, pennellate di umido e sale investono i barconi, le case addormentate, j poggioli dai fiori strappati.

Chiazze bagnate raccolgono la pioggia, le sferzate del.vento tra le palme. Rimasugli di stracci calati non si sa da dove. Fogli di carta pesta che declinano il capo sul carro delle maschere. Lumina e ruggisce il mare, l’alba ancora non si svela, il buio.a braccia conserte scruta l’orizzonte.

D Charles